Diga Trinità protesta agricoltori
Castelvetrano – La protesta degli agricoltori alla diga Trinità torna al centro del dibattito politico e territoriale.
Nella giornata del 21 marzo, la deputata regionale del M5S Cristina Ciminnisi ha partecipato alla mobilitazione organizzata nei pressi dell’invaso, a fianco degli agricoltori che denunciano da anni criticità legate alla gestione delle risorse idriche.
Stop allo sversamento dell’acqua
Al centro della protesta c’è un tema cruciale: lo sversamento dell’acqua in mare mentre la campagna irrigua rischia di essere compromessa.
«Fermare subito lo sversamento di acqua dall’invaso al mare – ha dichiarato Ciminnisi – perché anche quest’anno si ripete lo stesso copione degli ultimi cinque anni».
Secondo quanto evidenziato, i lavori richiesti dal Ministero delle Infrastrutture sarebbero stati completati dalla Regione Siciliana.
Tuttavia, l’Ufficio dighe nazionale avrebbe richiesto ulteriori certificazioni tecniche.
Nel frattempo, le paratie restano aperte e l’acqua continua a defluire inutilmente.
Il ruolo della Regione e del Ministero
La deputata sottolinea come la situazione non possa più essere considerata risolta.
La Regione, infatti, dovrebbe attivarsi con maggiore rapidità nei confronti del Ministero delle Infrastrutture per ottenere le autorizzazioni necessarie.
L’obiettivo è aumentare temporaneamente la capacità dell’invaso e garantire una gestione più efficace delle risorse idriche.
Agricoltura a rischio nel territorio
La protesta degli agricoltori alla diga Trinità mette in evidenza un problema strutturale che si ripete ogni anno.
La campagna irrigua nell’agro castelvetranese viene spesso compromessa o fortemente condizionata.
I tempi della semina, della cura delle colture e dei raccolti dipendono infatti dalla disponibilità d’acqua.
«È intollerabile vedere l’acqua andare via mentre gli agricoltori non sanno se potranno irrigare i campi», ha aggiunto Ciminnisi.
Basta burocrazia, servono soluzioni
Secondo la deputata, il problema principale resta la lentezza burocratica.
Gli agricoltori chiedono interventi concreti e immediati, senza ulteriori ritardi.
Serve una gestione più efficiente e una risposta istituzionale capace di garantire certezze al comparto agricolo.
Una situazione che riaccende il dibattito sulla gestione delle infrastrutture idriche in Sicilia e sul futuro dell’agricoltura nel territorio.
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