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Verso il gran finale di Sanremo 2026: duetti, polemiche e pronostici. Il Festival secondo Enzo Amato

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venerdì 27 febbraio 2026 - 18:52

Sanremo 2026 analisi completa dopo tre serate

Marsala – Dopo le prime tre serate di Sanremo 2026, siamo arrivati al momento decisivo. Prima la serata dei duetti, poi il gran finale. Ed è proprio adesso che si può fare un’analisi lucida, senza farsi trascinare solo dall’entusiasmo o dalla delusione del primo ascolto.

Io il Festival lo guardo sempre. Non per moda. Non per abitudine televisiva. Lo guardo perché amo la musica italiana, perché Sanremo è tradizione, perché ogni anno – anche quando non è memorabile – racconta qualcosa del nostro Paese.

Quest’anno è stato un Festival ordinato, ben costruito dal punto di vista tecnico, ma non travolgente. La direzione artistica di Carlo Conti è stata precisa, pulita, senza sbavature. Tuttavia, il cast non era tra i più forti degli ultimi anni. E questo si è sentito.

Laura Pausini co-conduttrice: scelta forte, risultato tiepido

Accanto a Carlo Conti per tutte le serate, Laura Pausini. Un nome internazionale. Una delle voci italiane più conosciute al mondo.

Sulla carta, una scelta straordinaria. Nella realtà, però, l’ho vista spesso frenata. Più spalla che protagonista. Più presenza scenica che vera co-conduttrice.

Nella terza serata è cresciuta. Si è sciolta un po’. Ma resta la sensazione che avrebbe meritato una serata tutta sua, magari l’apertura o la finale, con più spazio per cantare, improvvisare, dialogare. Invece ha cantato poco. Forse troppo poco.

Ritmo veloce, poco spettacolo

Uno dei problemi principali di questo Festival è stato il ritmo. Troppo veloce. Si è corso molto. Si è respirato poco.

Le gag comiche non sempre hanno funzionato. Lo spettacolo è stato ridotto al minimo. Si è puntato più sull’efficienza che sull’emozione.

Rispetto ai Festival di Amadeus, questo è sembrato meno spettacolare. Rispetto allo stesso Conti dello scorso anno, l’ho trovato meno incisivo.

Gli ascolti bassi? Non solo colpa del Festival. C’erano partite importanti di Champions League, concorrenza forte su altre reti. Però è anche vero che quando il cast non entusiasma, il pubblico lo percepisce subito.

Le canzoni: tra emozioni e delusioni

Le canzoni al primo ascolto raramente conquistano. Alcune, però, fanno scattare qualcosa.

Mi ha emozionato Arisa. Una voce straordinaria. Il brano però non è radiofonico. Ha un sapore antico, quasi da colonna sonora Disney. Bellissimo, ma difficile da scalare le classifiche.

Serena Brancale, dopo “Anema e Core”, torna con un pezzo più intimo, dedicato alla madre scomparsa. È tra le mie preferite. Ha autenticità. Ha verità.

Tommaso Paradiso con “I romantici” è forse il nome più forte del cast attuale. All’inizio sembrava una sua classica canzone pop. Poi cresce. Ascolto dopo ascolto diventa potente. Potrebbe vincere.

Mi ha sorpreso Fulminacci. “Stupida sfortuna” è uno di quei brani che più ascolti e più ti resta in testa.

Molto radiofonico il brano di Sayf. Potrebbe essere la sorpresa del podio.

Interessante la coppia Fedez e Marco Masini con “Male necessario”. Fedez è cresciuto vocalmente. Le due voci insieme funzionano.

Mi diverte molto “Che fastidio” dei Ditonellapiaga. In radio rende tantissimo, dal vivo meno.

Chi mi ha convinto meno

Non mi ha entusiasmato Francesco Renga.

La proposta di Patty Pravo non lascia il segno.

Anche Raf poteva dare qualcosa di più.

Ci sono brani che forse cresceranno col tempo. Altri temo spariranno presto.

La serata dei duetti può cambiare tutto

Adesso arriva la serata cover. Ed è qui che il Festival può davvero accendersi.

Torneremo bambini con Cristina D’Avena. Riascolteremo “Su di noi” con Pupo.

Ci saranno nomi fortissimi come Fabrizio Moro, Giusy Ferreri, Tullio De Piscopo, Gianluca Grignani, Fiorella Mannoia, gli Stadio.

Omaggio a Zucchero con “Baila (Baila Morena)”.

Questa è la serata che può riportare magia. Perché i duetti uniscono generazioni. Riportano memoria. Riportano emozione.

I miei pronostici finali

Se devo fare una lista sincera di chi potrebbe arrivare in alto:

  • Serena Brancale
  • Tommaso Paradiso
  • Fulminacci
  • Sayf
  • Fedez e Masini
  • Ditonellapiaga

Questi sono i miei nomi.

Sanremo giovani e una domanda aperta

Sono contento per la vittoria di Niccolò Filippucci tra i giovani. Ha talento. Potrebbe crescere molto.

Resta però una domanda: perché il vincitore giovani dello scorso anno, Settembre, non è stato riproposto in gara? È una scelta che lascia perplessi.

Conclusione

Non è stato il Festival più bello degli ultimi anni. Non è stato nemmeno il peggiore. È stato un Festival di transizione.

Qualche canzone resterà. Qualche artista crescerà. E come ogni anno, Sanremo farà discutere.

Io continuerò a guardarlo. A raccontarlo. A viverlo.

Perché, anche quando non è perfetto, Sanremo resta Sanremo.

Enzo Amato Màs

https://www.facebook.com/enzoamatomas


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