Nuovo capitolo nello scontro tra il Libero Consorzio Comunale di Trapani e la FC Trapani 1905 per la gestione dello Stadio Provinciale. Dopo che il Trapani si è detto vincitore della sentenza del Tar, l’ex Provincia frena sul ritorno all’impianto. Con una durissima diffida formale, trasmessa il 2 novembre 2026 alla società granata e ai suoi legali, l’Ente proprietario dell’impianto contesta la prosecuzione della concessione fino al 26 febbraio 2027, sostenuta dal presidente Valerio Antonini, e nega espressamente l’autorizzazione a utilizzare lo stadio per la prossima gara casalinga contro l’Athletic Club Palermo, in programma il 15 novembre.
Il documento, firmato dall’avvocato Giovanni Scaminaci, responsabile del Settore Affari Legali e Avvocatura del Libero Consorzio, rappresenta il riscontro alla comunicazione inviata dalla società il 31 ottobre e acquisita al protocollo dell’Ente il 2 novembre. La posizione del Consorzio è netta: il rapporto relativo all’utilizzo dello stadio sarebbe cessato il 27 febbraio 2026 e non esisterebbe alcun provvedimento formale di rinnovo o proroga. Secondo l’Ente, il verbale di consegna prevedeva una durata annuale a partire dal 27 febbraio 2025, con la sola possibilità di un ulteriore anno di rinnovo, subordinata all’adozione degli atti amministrativi necessari e al rispetto della normativa. Condizioni che, sostiene il Libero Consorzio, non si sarebbero mai concretizzate. La permanenza della società nell’impianto, quindi, non avrebbe prodotto alcun rinnovo tacito. Nella diffida viene contestata anche l’interpretazione data dal Trapani alla sentenza del Tribunale di Trapani del 30 ottobre 2026. Secondo il Consorzio, il giudice ordinario si è limitato a dichiarare il difetto di giurisdizione, individuando nel Tar di Palermo il giudice competente, senza riconoscere alla società alcun diritto di proseguire l’utilizzo dello stadio fino al febbraio 2027.
Da qui il diniego esplicito per la partita del 15 novembre e per qualsiasi altra manifestazione. Il Libero Consorzio sostiene che la società non sia autorizzata ad aprire l’impianto al pubblico, vendere biglietti, consentire l’accesso agli spettatori, predisporre steward o servizi di sicurezza, né assumere impegni con Questura, Prefettura, Comune, Figc e Lega in nome dell’Ente proprietario. Viene contestata anche la possibilità di effettuare lavori, allestimenti o modifiche all’interno della struttura. La diffida intima alla FC Trapani 1905 di cessare immediatamente ogni attività di utilizzazione e gestione dello stadio, di non organizzare la gara del 15 novembre e di non consentire l’accesso di persone all’impianto. La società viene inoltre invitata a contattare entro cinque giorni il Settore competente per concordare un sopralluogo e procedere alla riconsegna dello stadio, comprese le chiavi e i dispositivi di accesso.
Il documento affronta anche la questione economica. Il Consorzio contesta la determinazione unilaterale del canone da parte della società per il periodo successivo al 27 febbraio 2026, precisando che eventuali pagamenti non potrebbero comunque costituire un rinnovo della concessione né sanare l’occupazione dell’impianto. Restano aperte le contestazioni sulla misura del canone, sull’Iva, sui lavori effettuati e sui presunti crediti vantati dal club. La vicenda giudiziaria, intanto, non è conclusa. Il Libero Consorzio annuncia che depositerà la diffida nel giudizio di riassunzione davanti al Tar, nei procedimenti civili pendenti, presso la Procura della Repubblica e alle autorità interessate. In caso di mancata restituzione, l’Ente minaccia ulteriori iniziative amministrative, cautelari, civili e penali, compresa la richiesta di risarcimento dei danni. La partita del 15 novembre diventa così il nuovo terreno di scontro tra le parti. La posizione del proprietario dello stadio è inequivocabile: per il Libero Consorzio il Trapani non ha più alcun titolo per utilizzare il Provinciale. Resta da capire quali saranno le determinazioni degli organismi sportivi e delle autorità competenti sulla disputa della gara.