La Regione dimentica i vigneti trapanesi: scatta la mobilitazione dei sindaci

redazione

La Regione dimentica i vigneti trapanesi: scatta la mobilitazione dei sindaci

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sabato 31 Ottobre 2026 - 15:50

Assemblea pubblica al Polivalente di Petrosino con otto sindaci, l’assessore delegato di Trapani e il deputato regionale Dario Safina. Al centro del confronto ristori per gli agricoltori, distillazione delle eccedenze e una piattaforma comune di richieste da portare a Palermo.

La crisi della viticoltura trapanese e l’assenza di risorse nelle recenti variazioni di bilancio della Regione Siciliana hanno riunito amministratori locali, rappresentanti politici e operatori del settore al Centro Polivalente di Petrosino. L’assemblea pubblica di ieri – organizzata dai sindaci di Petrosino, Giacomo Anastasi, di Marsala, Andreana Patti e di Mazara, Salvatore Quinci – ha rappresentato un momento di confronto per fare fronte comune e individuare proposte concrete da sottoporre al governo regionale, a sostegno di un comparto fondamentale per l’economia e l’identità del territorio. A pesare è soprattutto la mancata previsione di finanziamenti per la viticoltura nelle variazioni di bilancio approvate dall’Assemblea regionale siciliana. Una situazione che ha suscitato forti preoccupazioni, anche alla luce dei 19 milioni di euro che, a inizio ottobre, erano stati previsti dalla Commissione Bilancio per i soci delle cantine sociali, ma che non hanno trovato conferma nel provvedimento finale. A questo si aggiunge la distribuzione delle risorse destinate ai consorzi di bonifica, indirizzate verso Agrigento, Enna e Palermo, senza stanziamenti per il territorio trapanese.

Otto sindaci e Safina per una strategia comune

All’incontro hanno partecipato il sindaco di Petrosino, Giacomo Anastasi, insieme ai colleghi di Marsala, Andreana Patti, Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, e agli altri amministratori del territorio: Anastasi, Gruppuso, Patti, Quinci, Li Vigni, Grammatico e il sindaco di Misiliscemi, Tallarita, oltre all’assessore Pellegrino, delegato dal sindaco di Trapani. Presente anche il deputato regionale all’Ars Dario Safina. L’obiettivo condiviso è costruire una piattaforma di richieste capace di rappresentare le difficoltà delle aziende vitivinicole e dell’intero comparto agricolo, superando le divisioni istituzionali e facendo arrivare alla Regione una posizione unitaria.

Ristori, distillazione e risorse straordinarie

Tra le proposte emerse figurano ristori economici immediati per sostenere gli agricoltori e consentire alle aziende di proseguire l’attività, oltre alla richiesta di politiche agricole europee maggiormente attente alle specificità della Sicilia e dei territori che dipendono dalla viticoltura. Un altro intervento indicato riguarda la distillazione del vino in eccedenza, misura che potrebbe contribuire a ridurre le giacenze, alleggerire la pressione sul mercato e generare risorse a sostegno dei produttori. Il confronto punta quindi a trasformare le preoccupazioni del settore in richieste precise, da portare nelle sedi istituzionali competenti, chiedendo interventi straordinari per affrontare una crisi che rischia di compromettere la tenuta di numerose aziende.

Anastasi: “Serve un territorio unito per avere risposte alla crisi del settore”

“La viticoltura trapanese ha bisogno di risposte concrete. E ha bisogno di un territorio unito per ottenerle. […] L’unità dei primi cittadini della provincia è una condizione fondamentale per dare forza alle nostre richieste e affrontare con maggiore efficacia le tante sfide che riguardano il futuro del territorio. L’obiettivo dell’incontro era chiaro: raccogliere proposte concrete da sottoporre alla Regione Siciliana in vista dell’imminente legge finanziaria, affinché vengano individuate le risorse necessarie a sostenere un comparto che sta attraversando una crisi profonda. Tra le proposte emerse, la previsione di aiuti diretti ai viticoltori per superare questa fase di particolare difficoltà, interventi per affrontare il problema delle giacenze nelle cantine e un percorso coerente e sostenibile di ricapitalizzazione e fondi per la ristrutturazione dei debiti per sostenere e rafforzare le cantine sociali. Non stiamo parlando soltanto di un settore economico. La viticoltura, in questa parte della Sicilia, è lavoro, paesaggio, cultura, identità e storia. Difenderla significa difendere una parte fondamentale della nostra comunità e del futuro delle nuove generazioni. Nei prossimi giorni lavoreremo alla redazione di un documento unitario, che sarà sottoscritto dai sindaci del territorio e da tutti coloro che vorranno contribuire a questa iniziativa. Una piattaforma di proposte e rivendicazioni, trasversale e condivisa, da portare alla Regione con una sola voce. Di fronte a una crisi di questa portata non servono divisioni. Serve un territorio capace di fare squadra e di far sentire, con determinazione, la propria voce”.

Tallarita: “La viticoltura è identità e futuro”

Il sindaco di Misiliscemi, Salvatore Tallarita, ha condiviso le conclusioni dell’assemblea, sottolineando la necessità di fare squadra per difendere il comparto. “La viticoltura non è soltanto un’attività economica: è lavoro, identità, storia, paesaggio e futuro delle nostre comunità”, ha evidenziato, richiamando l’urgenza di non lasciare soli i produttori davanti a una crisi che rischia di compromettere un patrimonio costruito nel corso di generazioni. Per il primo cittadino, occorre mettere in campo risorse straordinarie, garantire ristori agli agricoltori e sollecitare un’Europa più vicina alle esigenze delle imprese siciliane. Tra le misure concrete, anche la distillazione delle eccedenze, per affrontare il problema delle giacenze e contribuire al riequilibrio del mercato. “È il momento di fare squadra, superare ogni divisione istituzionale e portare avanti una voce comune nei confronti della Regione, dello Stato e dell’Europa”, è l’appello del sindaco. La mobilitazione dei Comuni del trapanese punta ora a ottenere risposte concrete da Palermo. Per il territorio, la posta in gioco va oltre la stagione produttiva: riguarda la sopravvivenza delle aziende, l’occupazione e la salvaguardia di un’economia che da generazioni caratterizza il paesaggio e la vita delle comunità locali.

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