Rivolta carcere di Trapani, Uil: “Il reparto va chiuso e ristrutturato”. VIDEO

redazione

Rivolta carcere di Trapani, Uil: “Il reparto va chiuso e ristrutturato”. VIDEO

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sabato 31 Ottobre 2026 - 00:02

La rivolta è stata sedata senza feriti, ma i danni provocati dalla devastazione del reparto Mediterraneo del carcere Pietro Cerulli di Trapani riaccendono l’allarme sulle condizioni della struttura e sulla carenza di personale. A intervenire è Gioacchino Veneziano, componente dell’Esecutivo nazionale UIL FP Polizia Penitenziaria, che chiede di perseguire penalmente i responsabili dei disordini e di procedere con urgenza alla ristrutturazione del reparto. “L’importante è avere sedato una rivolta senza feriti, ma solo con danni e distruzione, evitando un effetto domino che avrebbe avuto conseguenze più gravi, tra cui la possibilità di mettere pesantemente a repentaglio l’ordine e la sicurezza pubblica”, dichiara Veneziano.

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Il sindacalista sottolinea il ruolo determinante del dispositivo di sicurezza predisposto dal capo della Polizia penitenziaria siciliana, Maurizio Veneziano, che ha inviato oltre 50 unità di supporto. Un intervento che ha permesso alla direttrice del carcere, Margherita Gennai, al comandante di reparto Cristian Astarita e agli agenti del Pietro Cerulli di affrontare e superare una situazione particolarmente difficile. Veneziano evidenzia anche il contributo della Prefettura, che ha disposto l’invio di pattuglie della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza per presidiare l’area esterna dell’istituto penitenziario.

“I responsabili siano perseguiti”. Organico carente

La posizione della UIL FP Polizia Penitenziaria è netta anche sulle conseguenze dei disordini. “Ci aspettiamo che i promotori dei disordini vengano perseguiti penalmente”, afferma Veneziano, che considera quanto accaduto un’ulteriore conferma della necessità di intervenire sulle criticità strutturali e organizzative del carcere trapanese. La devastazione del reparto Mediterraneo, già in condizioni critiche, secondo il sindacalista deve spingere il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (DAP) a disporne l’immediata chiusura per consentire i lavori di ristrutturazione. Accanto agli interventi strutturali, Veneziano sollecita una revisione urgente dell’organico del Pietro Cerulli, dove mancherebbero circa 100 unità di personale a fronte di una popolazione detenuta che sfiora le 600 presenze. Per il sindacato, la gestione dell’emergenza non può quindi esaurirsi con il ritorno alla normalità: servono interventi concreti per ripristinare gli spazi danneggiati e rafforzare le risorse umane, così da garantire condizioni adeguate di lavoro agli agenti e maggiori livelli di sicurezza all’interno dell’istituto.

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