Prosegue l’attività sismica nel Tirreno meridionale, al largo delle isole Eolie. Nella giornata di lunedì 26 ottobre sono state registrate nuove scosse, con magnitudo in diminuzione rispetto ai terremoti più intensi dei giorni precedenti. La situazione resta sotto osservazione, mentre la Protezione civile continua a monitorare l’evoluzione del fenomeno. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), dalla mezzanotte di lunedì sono stati rilevati diversi movimenti tellurici, con una magnitudo massima di 3.2. Le scosse si sono concentrate nella stessa area interessata dai terremoti più forti di venerdì 23 ottobre, quando il sisma principale aveva raggiunto magnitudo 5.5, seguito da altri eventi significativi. A differenza delle scosse più intense dei giorni precedenti, i nuovi terremoti non sono stati avvertiti dalla popolazione.
Schifani segue la situazione, nessun danno segnalato
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, segue l’evoluzione dello sciame sismico in contatto con il dirigente generale della Protezione civile regionale, Salvo Cocina. Al momento, secondo le ricognizioni effettuate, non sono stati segnalati danni agli edifici né conseguenze per le persone riconducibili agli ultimi eventi. Dopo le scosse più forti del 23 ottobre, la Protezione civile aveva diramato un’allerta arancione per il rischio maremoto, invitando la popolazione delle aree costiere interessate a seguire le indicazioni delle autorità. Erano stati inoltre attivati i contatti con i sindaci dei Comuni coinvolti e con le prefetture di Palermo e Messina.
Controlli e massima prudenza
La Protezione civile regionale ha invitato i Comuni a verificare le condizioni degli edifici e delle infrastrutture più vulnerabili, con particolare attenzione a scuole, ospedali, municipi, ponti e viabilità. Raccomandati anche i controlli sulle aree di accoglienza e sui piani di evacuazione. Lo sciame sismico, iniziato nei giorni precedenti, ha interessato un’area del Tirreno meridionale a nord-ovest delle Eolie. La prosecuzione delle scosse, seppure di intensità inferiore rispetto agli eventi principali, mantiene alta l’attenzione delle strutture di protezione civile.