“The Room of Feeling”, all’Istituto Florio di Erice una stanza per ascoltare i ragazzi

redazione

“The Room of Feeling”, all’Istituto Florio di Erice una stanza per ascoltare i ragazzi

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lunedì 19 Ottobre 2026 - 12:14

E’ la prima in provincia di Trapani. In un territorio che registra il più alto tasso di dispersione scolastica delle superiori in Sicilia, lo spazio sarà autogestito dagli studenti. Intanto crescono i casi di crack tra i giovanissimi

“Ma perché, quando crescete, smettete di ascoltarci? Perché cambiate?”. È la domanda, affidata all’anonimato da uno studente durante i laboratori, che dà voce al senso più profondo di “The Room of Feeling”: uno spazio in cui i ragazzi possano esprimere il proprio disagio senza paura di essere giudicati. La settima stanza permanente dell’ascolto, la prima in provincia di Trapani, è stata inaugurata all’Istituto Professionale e Alberghiero “Ignazio e Vincenzo Florio” di Erice, in un territorio dove la dispersione scolastica e le dipendenze giovanili restano questioni aperte. L’iniziativa rientra nel programma regionale “@Lab_School – Azioni a contrasto e prevenzione dalle dipendenze”, finanziato dall’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione professionale della Regione Siciliana. Il progetto utilizza arte, cinema, teatro, sport e media education per intercettare il malessere prima che si trasformi in isolamento, abbandono scolastico o, in alcuni casi, consumo di sostanze. A dare forma alla stanza è stato il pittore di quartiere Igor Scalisi Palminteri, che ha lavorato con gli studenti durante tre giorni di laboratorio. Il tema scelto è l’ascolto, rappresentato attraverso il linguaggio artistico e l’immagine di un ragazzo che grida al megafono il proprio bisogno d’amore. “Secondo me l’ascolto ha una declinazione fondamentale, quella dell’aprirsi: io posso ascoltare se mi apro, ma è aprendomi che faccio uscire anche quello che ho dentro”, spiega l’artista, reduce dagli Stati generali dell’Istruzione di Palermo, dove ha realizzato tre grandi tele. «Fate di questa stanza ciò per cui è stata dipinta, una stanza dei sentimenti».

Dispersione in calo, crack in crescita

La scelta di Erice assume un significato particolare alla luce dei dati sulla dispersione scolastica. Secondo l’ultimo monitoraggio dell’Ufficio scolastico regionale relativo all’anno 2024/2025, la provincia di Trapani registra ancora il valore più alto della Sicilia nelle scuole secondarie di secondo grado: 5,99%, contro una media regionale del 4,54%. Il dato è comunque in diminuzione rispetto al 6,78% dell’anno precedente. “Le percentuali di ragazzi che si allontanano dalla scuola, parliamo sia di dispersione implicita che esplicita, fortunatamente stanno migliorando”, sottolinea Davide Nugnes, dirigente dell’Ufficio XI – Ambito territoriale di Trapani dell’Usr Sicilia. “Diminuisce il numero dei ragazzi che vengono attratti verso altri contesti, purtroppo legati anche alla criminalità organizzata e al traffico di stupefacenti”. Nugnes richiama il contributo della rete SHE SALUS e dell’Istituto Florio, scuola capofila provinciale diretta da Pina Mandina. La rete coinvolge tutte le scuole della provincia, consentendo di raggiungere un numero crescente di studenti attraverso attività di prevenzione e accompagnamento. Il quadro relativo alle dipendenze, tuttavia, richiede attenzione. Nei cinque Ser.D. dell’Asp di Trapani – Trapani-Pantelleria, Alcamo, Castelvetrano, Marsala e Mazara del Vallo – nel 2025 sono state prese in carico oltre 1.500 persone per tossicodipendenza. Nel 2026, con l’anno ancora in corso, i casi legati al crack hanno già superato quelli dell’intero anno precedente: 365 contro 347. Tra i pazienti di età compresa tra 15 e 19 anni si è passati da 10 casi nel 2025 a 16 nel 2026. La relazione annuale al Parlamento sulle dipendenze segnala inoltre a Trapani un aumento del consumo di cannabis rilevato attraverso l’analisi delle acque reflue urbane.

Uno spazio restituito agli studenti

La stanza nasce anche dalla riapertura di un’area dell’istituto rimasta preclusa agli studenti per oltre cinque anni. I lavori di messa in sicurezza sono stati accelerati per trasformare lo spazio, insieme all’area della biblioteca, in un laboratorio aperto alla comunità scolastica. “Abbiamo riaperto un blocco, una sezione della scuola che era preclusa agli studenti da più di cinque anni”, racconta la dirigente Pina Mandina. “Vogliamo che diventi uno spazio autogestito dalle studentesse e dagli studenti non soltanto della mia scuola, ma del territorio di Trapani”. Le possibilità sono diverse: una redazione giornalistica, un podcast, gruppi di cittadinanza attiva e laboratori ideati direttamente dai ragazzi. Il primo passo sarà la consegna delle chiavi al rappresentante d’istituto, che porterà in consulta la proposta di rendere accessibile la sezione anche nelle ore pomeridiane. La stanza non vuole essere soltanto un luogo fisico, ma un ambiente nel quale la fragilità possa trovare spazio senza trasformarsi in una colpa. Qui l’errore non è qualcosa da nascondere, ma un’occasione per confrontarsi, chiedere aiuto e riconoscere le proprie difficoltà.

Il disagio che resta invisibile

A ricordare quanto sia necessario arrivare prima è l’esperienza della Comunità Saman, oggi parte del Gruppo Anteo, attiva sul territorio dagli anni Ottanta con un centro di accoglienza e due comunità residenziali a Marsala ed Erice. Dall’inizio del 2026, le strutture hanno preso in carico 90 persone con problematiche di dipendenza. Proprio la mattina dell’inaugurazione, racconta Gianni Di Malta, referente regionale della Comunità, gli operatori hanno ricevuto la chiamata della madre di un ragazzo di 13 anni e mezzo già alle prese con una dipendenza. “Perché un ragazzo di 11, 12, 13 anni arriva a fare uso di sostanze? Che cosa è successo prima? Che cosa non abbiamo visto?”, si domanda Marzia Lombardo, educatrice e responsabile del centro di accoglienza Saman-Anteo. Il problema, spiega, non riguarda soltanto le situazioni più evidenti. “Tante altre situazioni sono meno evidenti, restano in una zona grigia che riguarda anche famiglie e contesti apparentemente insospettabili: ragazzi che vanno a scuola, che fanno sport, che hanno una famiglia, che all’esterno sembrano stare bene, ma dentro vivono una sofferenza che nessuno riesce a intercettare”. Da qui la necessità di imparare ad ascoltare prima che il disagio diventi emergenza. Lombardo ricorda la frase di un ragazzo seguito durante il suo percorso: “Ma tu lo sai che nessuno mi aveva mai chiesto come sto”. Attraverso i percorsi Pcto della rete SALUS, gli studenti delle scuole della provincia potranno entrare in contatto con il centro di accoglienza, che ha sede in un bene confiscato alla mafia. L’immobile era stato sottratto al boss Vincenzo Virga, ritenuto mandante dell’omicidio di Mauro Rostagno, fondatore della Comunità Saman.

Una rete per la prevenzione

La mattinata è stata moderata dalla dirigente Pina Mandina. Durante l’inaugurazione è stata inoltre svelata una targa in memoria di Alessio Campo, alunno dell’istituto scomparso prematuramente, alla presenza dei genitori. Sono intervenuti Antonio Macaluso, per il progetto “The Room of Feeling” e la media education curata da IncontroSenso; Francesco Ciulla, docente referente territoriale per l’educazione fisica e sportiva dell’Ufficio scolastico provinciale; Maria Stefania Lombardo, esperta psicopedagogista dell’Osservatorio sulla dispersione scolastica per il Distretto 50; Mariangela Licata, assistente sociale ed esponente dell’équipe multidisciplinare; Silvana Giacalone, funzionaria e coordinatrice nell’ambito dei servizi distrettuali; Gianni e Giorgia Di Malta per il centro di accoglienza Saman-Anteo. “The Room of Feeling” è una delle azioni trasversali di @Lab_School, programma finanziato dalla Regione Siciliana con oltre 1,7 milioni di euro attraverso il Fondo sociale europeo Plus 2021-2027 e gestito dalla rete SALUS Scuole SHE Sicilia, con scuola capofila l’Istituto comprensivo “G.E. Rizzo” di Melilli, diretto da Angela Fontana. Il percorso prevede nove stanze permanenti, una per provincia, entro novembre. Dopo Trapani, le prossime tappe saranno Caltanissetta, dal 26 al 28 ottobre, ed Enna, dal 10 al 12 novembre, prima dell’evento conclusivo previsto a dicembre. L’obiettivo è fare in modo che la prevenzione non si esaurisca con una cerimonia o con un progetto scolastico, ma diventi un lavoro continuativo tra istituti, famiglie, servizi sanitari e istituzioni. Perché, prima di chiedere a un ragazzo di comportarsi meglio o di non sbagliare, può essere necessario fermarsi e chiedergli come sta.

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