Le Vie dei Tesori apre a Birgi, il Comitato No F-35: “La guerra non è attrazione turistica”

redazione

Le Vie dei Tesori apre a Birgi, il Comitato No F-35: “La guerra non è attrazione turistica”

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sabato 03 Ottobre 2026 - 15:00

Il Comitato No F-35 Trapani-Birgi interviene con toni duri sulla presenza dell’aeroporto militare di Birgi nel programma de “Le Vie dei Tesori”, contestando la scelta di proporre la base e le attività militari come attrazione turistica:

Basta leggere la descrizione ufficiale apparsa sul sito de “Le Vie dei Tesori” per misurare il grado di assuefazione e di imbarazzante sdoganamento a cui siamo arrivati. Sulle pagine del festival si è deciso di sponsorizzare l’aeroporto militare di Trapani-Birgi non per quello che è — un presidio di guerra e una violenta ipoteca sulla sicurezza e sull’ambiente della Sicilia — ma come se fosse un parco giochi o una curiosa attrazione turistica. Il testo promozionale è un concentrato di cinismo: si parla senza filtri di “entrare in un aeroporto e non da passeggeri, scoprire cosa si nasconde dentro un enorme hangar; ascoltare i piloti discutere di meteo e missioni, di rotte d’intercettazione e protocolli di decollo in allarme”.

Uno schiaffo in faccia a qualsiasi coscienza civile: spacciare per “visite esclusive” le procedure di guerra e la preparazione quotidiana ai conflitti armati che insanguinano il pianeta significa trasformare le rotte dei bombardieri in una macabra gita domenicale. L’apertura al pubblico ha spalancato le porte alla zona che ospita il 18° Gruppo con i caccia Eurofighter, l’82° Centro SAR con gli elicotteri HH-139, le torri di controllo e i circoli di rappresentanza. E c’è pure il coraggio di giustificare il pagamento scrivendo che “il contributo speso contribuisce alla realizzazione della manifestazione e non è da intendersi per l’accesso al sito”, come se bastasse una formula burocratica per lavarsi la coscienza e fare cassa sulla pelle dei cacciabombardieri.

Questa è un’operazione culturale aberrante e indegna. Mettere sullo stesso piano il patrimonio storico-artistico della nostra terra e una base militare integrata nei piani d’attacco della NATO significa fare un’opera di normalizzazione orwelliana di un intero territorio ridotto a base di guerra. Mentre lo Stato spinge per trasformare Birgi nel maxi polo internazionale dei caccia F-35, bruciando soldi pubblici in armamenti mentre la nostra provincia muore per la crisi idrica, gli ospedali al collasso e la desertificazione economica, c’è chi pensa bene di fare il tifo per gli hangar e di svendere l’immaginario collettivo ai mercanti di morte. I tesori della provincia di Trapani non hanno le stellette, non bruciano carburante per sganciare bombe e non servono a devastare altri popoli. Sono ad esempio la Riserva dello Stagnone, il teatro di Segesta, la Kasbah di Mazara, la salute, il lavoro etico, l’istruzione, la solidarietà e la dignità di un territorio che rifiuta categoricamente di essere ridotto a una portaerei della morte. Giù le mani dalla cultura: la guerra non è un tesoro da visitare, né un’attrazione da applaudire.

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