Stato di agitazione della marineria mazarese, Gancitano: “La pesca vive nell’agonia”

Luca Di Noto

Stato di agitazione della marineria mazarese, Gancitano: “La pesca vive nell’agonia”

Condividi su:

venerdì 02 Ottobre 2026 - 08:08

La crisi della marineria mazarese torna a bussare alle porte della politica regionale proprio mentre i pescatori hanno proclamato lo stato di agitazione. Caro carburante, fermi, quote di pesca e una concorrenza mediterranea che gli operatori considerano sempre più difficile da sostenere stanno mettendo sotto pressione un comparto che, a Mazara del Vallo, rappresenta ancora uno degli assi portanti dell’economia cittadina. Flai Cgil e Uila Uil Trapani hanno chiesto alla Regione una revisione del bando sul caro carburante e un confronto con l’assessore alla Pesca Luca Sammartino. Sul tema è intervenuto anche Vito Gancitano, ex presidente del Consiglio comunale di Mazara del Vallo e oggi presidente provinciale della Democrazia Cristiana, che ha incontrato proprio Sammartino e, successivamente, il presidente del Distretto della Pesca e della Crescita Blu-COSVAP Nino Carlino. “Il caro carburanti purtroppo sta toccando da vicino un settore nevralgico per la nostra città, come la pesca”, sottolinea Gancitano, allargando il ragionamento anche ad agricoltura e altri comparti produttivi.

“La pesca rischia di essere messa in ginocchio se non si trovano soluzioni. Bisogna tutelare quello che è un settore strategico per la nostra economia, al di là dei colori politici”. Una prima risposta dalla Regione è arrivata con il bando destinato alle imprese della pesca e dell’acquacoltura colpite dal rincaro dei carburanti: 17,1 milioni di euro, tra risorse Feampa e fondi regionali, con domande da presentare dal 1° al 10 ottobre. Gancitano parla poi dei contributi legati al ciclone Harry, definiti comunque un sostegno arrivato alla flotta mazarese. Per Gancitano, però, il problema non può essere affrontato soltanto attraverso gli aiuti economici. C’è una questione più ampia che riguarda le condizioni nelle quali la marineria italiana si trova a competere nel Mediterraneo. “È proprio così: mentre noi siamo con il fermo tecnico, dall’altra parte le altre marinerie stanno pescando”, afferma. Da qui la richiesta di interventi a livello comunitario: “Se c’è un blocco, questo deve essere per tutti”. L’altro nodo riguarda le quote di pesca. Gran parte dei pescherecci mazaresi avrebbe “già raggiunto o superato le quote previste per la zona di pesca delineata”.

Altra questione che, secondo Gancitano, dovrebbe essere affrontata a livello europeo, attraverso un confronto che coinvolga istituzioni e organizzazioni sindacali per arrivare a regole comuni. Il confronto regionale, intanto, potrebbe proseguire nelle prossime settimane. Gancitano annuncia un nuovo incontro con Sammartino insieme a Carlino e lega la questione della pesca anche alla necessità di valorizzare maggiormente il prodotto locale. “Ho comunicato la massima disponibilità da parte dell’assessore per portare avanti tutte quelle iniziative per una maggiore pubblicizzazione del nostro pescato a qualsiasi livello”, spiega. Nel colloquio con Carlino è emerso anche un altro tema che a Mazara ha avuto per anni un ruolo importante nella promozione internazionale del settore: il Blue Sea Land. Gancitano ha chiesto a Sammartino di lavorare per riportare la manifestazione in città, sostenendo che la sua assenza si sia fatta sentire anche sul piano dei rapporti con i Paesi rivieraschi del Mediterraneo. Ma il quadro tracciato dall’esponente della Dc resta fortemente preoccupante. “Da figlio di pescatore, figlio di armatore, posso dire che il problema è molto, molto serio. La pesca e i pescatori vivono nell’agonia”, afferma. E ricorda gli anni ’80 e ’90, quando attorno alla marineria ruotava un indotto capace di coinvolgere numerosi altri settori dell’economia cittadina. Oggi la situazione è molto cambiata: “Il pescatore non arriva a fine mese” mentre per armare un peschereccio “servono minimo 100 mila euro”, senza la certezza di poter recuperare l’investimento. Da qui l’appello a mettere da parte le divisioni politiche. “Non possiamo far sì che la nostra economia principale, che è quella della pesca, possa morire”, sostiene Gancitano, chiedendo alle diverse forze politiche di lavorare insieme.

E proprio la politica ci conduce inevitabilmente alle elezioni regionali del 2027. Nessun giro di parole: “Io già dal 2022 – afferma Gancitano –, dopo le vecchie elezioni regionali, mi sono messo in campo per il 2027. Vediamo se ci saranno tutte le condizioni, ma io sono in campo”. Resta invece ancora da definire la collocazione politica. Qui conferma il dialogo con la Lega, ma precisa di essere “sempre il presidente provinciale della Democrazia Cristiana e di voler vedere che direzione prenderà il suo partito”, citando anche i rapporti con Cateno De Luca e l’Udc. Una candidatura, dunque, annunciata ma inserita in un quadro politico in evoluzione. “La campagna elettorale è ufficialmente cominciata?”, gli chiediamo in chiusura. La risposta è netta: “Sicuramente sì. Anzi, in realtà posso dire che non è mai finita…”.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta