Procedono a pieno ritmo i lavori di adeguamento dello stadio Mokarta di Erice, individuato dal Trapani come impianto temporaneo per disputare le proprie gare interne. L’obiettivo della società è ottenere nel più breve tempo possibile l’autorizzazione a giocare a porte chiuse, mentre servirà più tempo per completare gli interventi necessari all’apertura al pubblico. A fare il punto è il presidente del Trapani Valerio Antonini, che ringrazia il Comune di Erice per il supporto ricevuto.
“Sono in pieno svolgimento i lavori ordinari al Mokarta per avere le porte chiuse a strettissimo giro. Ringrazio il Comune di Erice per il supporto, in particolare il dottor Denaro che ci ha supportato da subito in questa iniziativa importante anche per Erice”, afferma Antonini. Gli interventi, programmati anche sulla base delle prescrizioni della Lega Nazionale Dilettanti, riguardano diversi settori dell’impianto. Sono in rifacimento bagni e spogliatoi, mentre è stata ordinata una nuova rete perimetrale. Sistemati anche gli accessi e le panchine, con l’installazione delle 15 poltrone richieste e di una copertura aggiuntiva. In corso anche l’installazione dei Led lungo il recinto del campo e il rifacimento dell’infermeria, che sarà dotata di macchinari e lettini già acquistati dalla società. Al Mokarta è prevista inoltre l’installazione dell’area bar e di due gazebo destinati alla sala stampa e a una palestra attrezzata. I bagni chimici saranno invece utilizzati nella seconda fase dei lavori, quando si interverrà sulle tribune.
L’obiettivo finale è arrivare a una capienza di mille spettatori, soglia indicata per poter disputare le gare di Serie D a porte aperte. Un intervento che, precisa Antonini, richiederà però tempi più lunghi rispetto alla prima fase. “Avevo indicato in Trapani-Reggina la gara per giocare a porte chiuse al Mokarta, sarà quella successiva se tutto quello che abbiamo ordinato arriverà in questi giorni”, spiega il presidente granata. Antonini lega il trasferimento al Mokarta anche alla necessità, per il Trapani, di individuare una nuova casa dopo la vicenda che ha coinvolto l’utilizzo del Provinciale. “Avanti per dare una casa alla squadra, cacciata dal Libero Consorzio, 121 anni di storia calpestati da burocrati affaristi e privi di dignità e morale”, afferma. Il presidente interviene poi sulle possibili critiche ai lavori: “Non ho dubbi che i soliti minchioni locali commenteranno a modo loro, ma per chi non ha mai costruito neanche le casette dei Lego, appare difficile capire come si mette a norma un campo sportivo”, dichiara. Antonini annuncia infine un periodo delicato sul fronte giudiziario. “Comincia una 30 giorni con sette sentenze attese che, nella convinzione del mio pool legale, potrebbero riscrivere la storia del T Calcio, T Shark e Telesud”, sostiene il presidente, facendo riferimento anche alla vicenda relativa a un sequestro di 600 mila euro presso il Tribunale di Palermo. “Farò nei prossimi giorni una diretta esclusivamente per parlare di questa storia”, conclude.