MaB Unesco, a Marsala la minoranza vuole tutele su porto, kitesurf e attività produttive

redazione

MaB Unesco, a Marsala la minoranza vuole tutele su porto, kitesurf e attività produttive

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mercoledì 30 Settembre 2026 - 09:03

La candidatura delle “Saline di Sicilia” a Riserva della Biosfera MaB Unesco diventa oggetto di un’interrogazione presentata dai consiglieri comunali di minoranza Massimo Grillo, Gianpaolo Abrignani, Flavia Sammartano e Francesco Carini. Al centro della richiesta ci sono la perimetrazione della futura Riserva, il Piano di Gestione e i possibili effetti sulle infrastrutture strategiche e sulle attività economiche del territorio. I consiglieri precisano di non mettere in discussione il valore della candidatura, che potrebbe rappresentare un’importante opportunità di valorizzazione ambientale, culturale e turistica per le Saline e lo Stagnone. L’obiettivo è invece conoscere in anticipo quali conseguenze potrebbero derivare dalla futura governance e dagli strumenti di gestione. «Il riconoscimento MaB UNESCO non introduce automaticamente nuovi vincoli – afferma Massimo Grillo –. Ma altra cosa è comprendere quali indirizzi, condizioni o procedure potranno derivare nel tempo dagli strumenti di gestione e dagli atti che le amministrazioni saranno chiamate ad adottare. È questo che chiediamo di conoscere adesso, non quando le decisioni saranno già state assunte».

Il nodo del porto di Marsala

Particolare attenzione viene riservata al porto di Marsala, interessato da una fase strategica di progettazione e sviluppo. Per i consiglieri, la trasformazione infrastrutturale dello scalo rappresenta una delle principali prospettive per il futuro della città, anche alla luce della definizione di una soluzione progettuale che dovrà consentire di programmare gli interventi e reperire i finanziamenti. Nell’interrogazione viene chiesto di sapere se il porto, gli specchi acquei, le aree demaniali e quelle retroportuali rientrino nella perimetrazione MaB e se siano state effettuate valutazioni sulla compatibilità della candidatura con gli investimenti pubblici e privati previsti. La questione viene posta anche in relazione alla posizione dell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Occidentale e alla scelta di escludere dalla candidatura le aree ricadenti nella propria circoscrizione, come avvenuto anche per il porto di Trapani. «Se per altre infrastrutture portuali si è ritenuto necessario adottare una particolare cautela – sottolineano i firmatari – è ragionevole chiedere che la stessa attenzione venga riservata al porto di Marsala, soprattutto mentre si apre una fase decisiva per il suo futuro».

Stagnone e kitesurf

L’altro punto dell’interrogazione riguarda lo Stagnone e il kitesurf, diventato negli anni un elemento significativo dell’economia turistica marsalese, con scuole, servizi, strutture ricettive e un crescente afflusso di visitatori internazionali. I consiglieri chiedono di conoscere in quale zonizzazione MaB ricadano le aree utilizzate per il kitesurf e quali eventuali conseguenze potrebbe avere il futuro Piano di Gestione sulle scuole, sulle autorizzazioni, sugli eventi sportivi e sulle attività economiche collegate. «Non stiamo affermando che il MaB determinerà nuovi divieti per il kitesurf, perché oggi non vi sono elementi certi per sostenerlo – spiegano –. Chiediamo esattamente il contrario: accertarlo prima, distinguendo le limitazioni già esistenti da eventuali condizioni che potrebbero essere introdotte successivamente». Nell’interrogazione viene quindi ipotizzata, qualora necessaria, anche una specifica clausola di salvaguardia per le attività sportive, turistiche ed economiche legittimamente esercitate nello Stagnone, nel rispetto della tutela dell’ecosistema e delle normative ambientali e di sicurezza.

«Prudenza non significa dire no»

La candidatura delle Saline di Sicilia era stata seguita anche durante la precedente Amministrazione Grillo con un atteggiamento favorevole, ma improntato alla prudenza, con l’obiettivo di conciliare valorizzazione ambientale e sviluppo sostenibile. «Non avrebbe senso essere contrari a un riconoscimento internazionale capace di dare ulteriore prestigio alle nostre Saline e allo Stagnone – concludono i consiglieri comunali –. Ma essere favorevoli non significa firmare una cambiale in bianco. La tutela dello Stagnone, lo sviluppo sostenibile, il futuro del porto, il waterfront, il kitesurf e le attività economiche possono e devono convivere». Da qui la richiesta all’Amministrazione comunale, che ha già espresso formalmente il proprio favore alla candidatura con una delibera di Giunta, di mettere a disposizione del Consiglio la cartografia definitiva, il dossier sottoscritto, gli atti relativi alla perimetrazione, le osservazioni degli enti e gli indirizzi relativi al futuro Piano di Gestione. «Prima conosciamo gli effetti, poi assumiamo gli impegni. È una questione di prudenza e di responsabilità verso il futuro di Marsala».

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