Inclusione delle persone in esecuzione penale, accordo Ulepe-Diocesi Mazara

redazione

Inclusione delle persone in esecuzione penale, accordo Ulepe-Diocesi Mazara

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sabato 26 Settembre 2026 - 13:00

È stato sottoscritto tra l’Ulepe Trapani e la Diocesi di Mazara del Vallo l’accordo che prevede l’inclusione sociale di persone sottoposte a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria attraverso lo svolgimento di attività di volontariato a valenza riparativa. A siglare l’accordo sono stati il direttore dell’Ufficio locale di esecuzione penale esterna di Trapani, Rosanna Provenzano e il Vescovo monsignor Angelo Giurdanella. L’accordo si inserisce nel più ampio percorso di promozione della giustizia di comunità, finalizzato a favorire processi di responsabilizzazione, inclusione e reinserimento sociale delle persone sottoposte a misure e sanzioni di comunità.

Attraverso il protocollo d’intesa, la Diocesi e le realtà ecclesiali del territorio si impegnano a collaborare con l’Ulepe nella costruzione di percorsi di accompagnamento sociale, orientamento e sostegno per le persone in esecuzione penale esterna, valorizzando la rete delle parrocchie, delle associazioni e degli organismi del terzo settore presenti nel territorio diocesano. Contestualmente, l’accordo per lo svolgimento di attività di volontariato consentirà ai soggetti presi in carico dall’Ufficio di partecipare ad attività di utilità sociale e solidarietà a favore della collettività, offrendo un’opportunità concreta di restituzione sociale e di crescita personale. «La firma di questi accordi rappresenta un importante passo avanti nella costruzione di una comunità sempre più accogliente e corresponsabile – ha detto Rosanna Provenzano – la collaborazione con la Diocesi testimonia come le istituzioni e la società civile possano operare insieme per promuovere percorsi concreti di inclusione, ridurre il rischio di recidiva e rafforzare i legami sociali». Il Vescovo ha evidenziato il valore dell’accoglienza, della solidarietà e del sostegno alle persone in situazioni di fragilità, ricordando come il reinserimento sociale costituisca una responsabilità condivisa dell’intera comunità.

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