MAB UNESCO, il dossier delle Saline di Sicilia va a Parigi. Il porto di Trapani è fuori

redazione

MAB UNESCO, il dossier delle Saline di Sicilia va a Parigi. Il porto di Trapani è fuori

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sabato 26 Settembre 2026 - 07:48

La candidatura delle “Saline di Sicilia” al programma MaB UNESCO compie oggi un nuovo passo decisivo. Il dossier internazionale è stato sottoscritto a Trapani dai componenti del Comitato promotore e si prepara a lasciare la fase nazionale per approdare a Parigi, dove sarà sottoposto alla valutazione internazionale. La candidatura riguarda il sistema delle saline dei territori di Trapani, Marsala, Paceco e Misiliscemi. Ma se sul piano formale il percorso procede, sul territorio il confronto non è ancora completamente chiuso. Il punto più discusso nelle ultime settimane è stato quello relativo al porto di Trapani, dopo le perplessità espresse dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale sull’inserimento di alcune aree portuali nella perimetrazione MaB.

La conferma è arrivata questa mattina direttamente dalla presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Annalisa Tardino, intervenuta a Trapani nell’ambito dell’incontro dedicato alla pianificazione dello spazio marittimo. Il chiarimento è netto: l’intera area portuale è fuori dalla perimetrazione della candidatura.
Si chiude così, almeno sul piano della delimitazione geografica, il principale nodo sollevato dall’Autorità portuale nelle scorse settimane. La presidente aveva infatti chiesto che l’esclusione riguardasse l’intera circoscrizione portuale e non soltanto la parte commerciale e industriale dello scalo. La questione non era secondaria. In una nota del 15 settembre, l’Autorità aveva ribadito che per “porto” doveva intendersi l’intera circoscrizione portuale di Trapani di competenza dell’AdSP, manifestando “forti perplessità” sull’inclusione di porzioni del demanio portuale nella zonazione.
Adesso, con il dossier definitivo, quella richiesta risulta recepita.

L’esclusione del porto rappresenta un punto di chiarimento importante, ma non mette necessariamente la parola fine al dibattito. Restano infatti perplessità espresse da associazioni, comitati e rappresentanze del mondo imprenditoriale, soprattutto rispetto agli effetti complessivi della zonizzazione, alle modalità di gestione della futura Riserva e al rapporto tra tutela ambientale e attività produttive.
Il tema era emerso con particolare forza proprio nel confronto con il mondo portuale. Gli operatori avevano chiesto garanzie rispetto alle prospettive di sviluppo dello scalo, ricordando che il porto non è soltanto uno spazio fisico delimitato dalle banchine, ma un sistema economico che coinvolge imprese, lavoratori, attività logistiche, crocieristiche e diportistiche.
Ed è proprio su questo equilibrio che si è concentrato il confronto degli ultimi mesi.

Sul fronte del Comitato promotore, il commissario straordinario della Camera di Commercio di Trapani Pino Pace ha continuato a sostenere il valore strategico della candidatura.
Già nel confronto di maggio, Pace aveva proposto proprio l’esclusione del porto e della zona industriale dalla candidatura, con l’obiettivo di superare le preoccupazioni espresse dal cluster portuale e creare le condizioni per un percorso condiviso.
Oggi, nel suo intervento, il messaggio è ancora quello della necessità di fare squadra e non disperdere un’occasione che potrebbe offrire nuove prospettive al territorio.
Una posizione che si confronta, però, con le richieste di maggiore chiarezza provenienti da alcune realtà del territorio. Il punto non è necessariamente la contrapposizione tra favorevoli e contrari al MaB, quanto piuttosto la richiesta di conoscere con precisione cosa comporterà concretamente il riconoscimento e come verranno governate le diverse attività presenti nell’area.
Ed è forse questo il passaggio più delicato che resta aperto.
Il programma MaB UNESCO nasce infatti intorno al rapporto tra ambiente e comunità, con l’obiettivo di conciliare conservazione della biodiversità, attività economiche e sviluppo sostenibile. La stessa impostazione della candidatura delle Saline di Sicilia viene presentata come un progetto che mette insieme patrimonio naturale, paesaggio, attività umane e sviluppo.
Per questo motivo, il dibattito locale non può esaurirsi nella sola questione cartografica.
Le domande che arrivano dal territorio riguardano la governance futura, il coinvolgimento dei Comuni, delle categorie economiche, degli agricoltori, dei salinai e delle comunità interessate. Sono interrogativi che accompagnano un progetto destinato, se approvato, a inserire il territorio trapanese nella rete mondiale delle Riserve della Biosfera.
Intanto il percorso istituzionale va avanti.

Il Comitato tecnico nazionale MaB-IGG UNESCO ha approvato la candidatura delle Saline di Sicilia insieme a quella dei Colli Berici, aprendo la strada alla fase internazionale.
Il dossier adesso viaggia verso Parigi. Il confronto sul territorio, invece, è tutt’altro che concluso.

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