“La prima riunione di quello che abbiamo definito Forum per Erice 2027 è andata sicuramente bene. C’è la volontà di proseguire, di continuare”. È da queste parole di Dario Safina che prende forma il senso politico della serata di ieri all’hotel Tirreno di Pizzolungo. Una riunione che, più che un semplice incontro tra forze politiche, ha provato a mettere attorno allo stesso tavolo mondi che per anni hanno viaggiato su strade differenti. Safina, deputato regionale del Partito Democratico e promotore dell’iniziativa, ha affidato alla prima riunione del neonato “Forum 2027” un obiettivo preciso: aprire una fase di ascolto, verificare le possibili convergenze e capire se, attorno al futuro di Erice, possa essere costruito un progetto politico e amministrativo sufficientemente largo da parlare a sensibilità diverse. “Dopo qualche giorno di riflessione che è stato chiesto da ciascuna forza politica e movimento – ha spiegato Safina – sono stato delegato a intrattenere il rapporto con ciascun soggetto per poi arrivare a una nuova riunione plenaria”. E ancora: “Si è discusso apertamente di ciò che si condivide e di ciò che non si condivide, ma la volontà è quella di trovare un punto di caduta condiviso”.
È probabilmente proprio in quest’ultima espressione che si trova la chiave politica della serata. Trovare un “punto di caduta” significa provare a tenere insieme identità differenti senza cancellarle, cercando una sintesi possibile a partire dai problemi della città. Ieri sera, nella sala conferenze dell’hotel Tirreno, erano davvero in tanti. Il Partito Democratico, che oggi guida l’amministrazione comunale, si è ritrovato attorno allo stesso tavolo con il Partito Socialista Italiano di Nino Oddo, il Movimento 5 Stelle, i Verdi Europei, Sinistra Italiana e Italia Viva. Ma anche con una galassia di movimenti e realtà civiche: Amo Trapani, Amo Erice, Cives, Controcorrente, Generazione Futura e Trapani Erice Grande Città. Un mosaico politico tutt’altro che omogeneo. Storie diverse, appartenenze differenti, sensibilità talvolta lontane e posizioni che non sempre sembrano facilmente conciliabili. Eppure, ieri sera, tutte queste componenti hanno scelto di sedersi nella stessa stanza. Nino Oddo ha sottolineato proprio il valore, anche simbolico, di quella presenza. Il dirigente socialista ha raccontato di essersi trovato “seduto davanti a esponenti politici con i quali non dividevamo un tavolo di confronto da almeno vent’anni a Erice”.
Una frase che restituisce meglio di qualsiasi formula il significato di un appuntamento che, al di là degli esiti futuri, ha già prodotto un elemento politico: riaprire canali di dialogo rimasti a lungo interrotti. Anche Cristina Ciminnisi, deputata regionale del Movimento 5 Stelle, ha evidenziato la natura eterogenea del tavolo. Anime e storie differenti, dunque, ma con la possibilità di cercare una sintesi nell’interesse della città e dei suoi cittadini. Ed è proprio Erice, almeno nelle intenzioni dei promotori, a dover rappresentare il terreno comune. Non si è partiti dai nomi. Non si è partiti dal candidato sindaco. E neppure dalla spartizione degli eventuali ruoli. La scelta è stata un’altra: discutere prima della città, delle sue esigenze, delle sue prospettive e delle possibili linee programmatiche sulle quali costruire un’intesa. Il candidato, eventualmente, verrà dopo. È questa la scommessa del Forum 2027: provare a costruire prima una piattaforma politica e amministrativa e soltanto successivamente individuare chi dovrà rappresentarla nella competizione elettorale. Una scelta che, almeno nelle intenzioni, vuole evitare candidature calate dall’alto o accordi costruiti esclusivamente attorno ai nomi. La disposizione delle sedie, messe in cerchio, ha fatto il resto. Nessuna presidenza formale, nessuna regia rigidamente definita, nessuna cattedra dalla quale dettare la linea. Tutti allo stesso livello, tutti chiamati a intervenire, tutti nelle condizioni di esprimere la propria posizione. Un dettaglio organizzativo diventato, inevitabilmente, anche una metafora politica.
Il cerchio è infatti la rappresentazione plastica di un progetto che, per poter funzionare, dovrà riuscire a mettere in comunicazione mondi diversi. E le differenze, ieri sera, non sono certo scomparse. Anzi, nel corso della discussione sono emersi più di uno spigolo e differenti punti di vista. Ma il dato politico è che nessuno si è alzato da quelle sedie. Il confronto è rimasto aperto. Per una coalizione che, nelle intenzioni di chi ha promosso il Forum, dovrebbe essere ampia e competitiva alle amministrative del 2027, non è un elemento secondario. La sfida, adesso, sarà molto più complessa di quella di organizzare una prima riunione. Bisognerà capire se le diverse componenti riusciranno a trasformare la disponibilità al dialogo in una sintesi politica concreta. Se le differenze potranno essere ricondotte a un programma condiviso. E soprattutto se il perimetro del Forum potrà allargarsi ulteriormente. Safina avrà nelle prossime settimane il compito di mantenere aperto il filo del confronto. Dovrà parlare con le forze presenti ieri sera, ma anche con quelle che potrebbero decidere di partecipare al percorso successivamente.
Un lavoro di tessitura politica che precederà una nuova riunione plenaria, nella quale verificare quanto del primo confronto sarà rimasto sul terreno delle intenzioni e quanto, invece, potrà trasformarsi in un progetto comune. Il traguardo sono le amministrative del 2027, quando gli elettori ericini saranno chiamati a rinnovare sindaco e amministrazione comunale. Ma la partita, almeno per questo nuovo fronte, è appena cominciata. Il Forum non è ancora una coalizione. Non è ancora un programma. E soprattutto non ha ancora un candidato. È, per ora, un tavolo attorno al quale soggetti diversi hanno deciso di sedersi e parlarsi. Ed è forse questo il dato più significativo della serata di Pizzolungo. In politica, prima degli accordi vengono spesso i segnali. E quello arrivato ieri dall’hotel Tirreno è un segnale di dialogo, di apertura e di disponibilità a verificare una strada comune. Il resto dovrà essere costruito. Anche con chi ieri sera non c’era ma vorrà esserci domani.