È stata una delle sedute consiliari più lunghe e tese degli ultimi mesi quella che si è svolta a Palazzo Cavarretta. Il Consiglio comunale di Trapani è stato chiamato a pronunciarsi sui procedimenti di decadenza di alcuni consiglieri comunali e il dibattito si è protratto per ore tra interventi, contestazioni e interpretazioni regolamentari. Al termine della serata, tra i casi più discussi – a parte il piccolo malore del consigliere Parisi curato dai sanitari del 118 intervenuti sul posto – quello relativo alla consigliera Marzia Patti, rimasta in carica grazie a un voto che ha acceso immediatamente il confronto politico tra maggioranza e opposizione.
Il voto e la scheda bianca decisiva
Secondo quanto emerso nel corso della seduta, per la deliberazione di decadenza era necessaria la maggioranza assoluta dei consiglieri presenti. Al momento della votazione erano presenti 22 consiglieri e, pertanto, sarebbero serviti 12 voti favorevoli per approvare il provvedimento. I voti favorevoli alla decadenza sono stati invece 11, ai quali si è aggiunta una scheda bianca che si è rivelata determinante per l’esito finale. Non essendo stata raggiunta la soglia richiesta, la proposta non è passata e Marzia Patti ha mantenuto il proprio seggio in Consiglio comunale. La vicenda ha immediatamente generato un acceso dibattito sull’interpretazione delle norme e sul valore da attribuire alla scheda bianca ai fini del calcolo della maggioranza necessaria.
Le polemiche dopo la seduta
Il risultato della votazione ha provocato reazioni contrastanti tra le forze politiche presenti in aula. Da una parte sono state sollevate contestazioni sull’esito del voto e sulle modalità con cui è stata applicata la normativa; dall’altra è stata rivendicata la correttezza della procedura seguita durante la seduta. Le tensioni sono aumentate dopo alcune dichiarazioni del consigliere comunale e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Maurizio Miceli, che hanno innescato la replica del Partito Democratico.
La replica del Partito Democratico
In una nota, il Partito Democratico ha definito quella di ieri sera una seduta importante non soltanto per l’esito dei procedimenti di decadenza, ma anche perché avrebbe dimostrato “quanto sia necessario difendere il rispetto delle regole democratiche da interpretazioni politiche interessate”. I dem hanno contestato le affermazioni di Miceli, accusandolo di avere alimentato “una narrazione fatta di attacchi, delegittimazioni e riferimenti normativi non pertinenti”, ricordando come, nel caso specifico, l’articolo 29 dello Statuto comunale preveda che la deliberazione debba essere approvata dalla maggioranza assoluta dei presenti. “Con 22 presenti servivano dunque 12 voti favorevoli. Ieri sera sono stati espressi 11 voti favorevoli e una scheda bianca. La maggioranza richiesta non è stata raggiunta. Punto. Tutto il resto è propaganda”, afferma il PD. Nella nota viene inoltre espresso sostegno al lavoro degli uffici comunali e dei funzionari pubblici, sottolineando che le procedure adottate devono essere valutate sulla base delle norme e non trascinate nel confronto politico. Secondo il Partito Democratico, la vicenda avrebbe evidenziato soprattutto le difficoltà della maggioranza nel raggiungere il risultato atteso nonostante i numeri disponibili in aula. “Diventa più facile attaccare, agitare gli animi e cercare un colpevole piuttosto che riconoscere semplicemente ciò che è accaduto in aula”, sostengono gli esponenti democratici. Il partito conclude ribadendo la volontà di proseguire il confronto politico “senza odio, senza aggressioni personali, senza manipolare le regole e senza utilizzare le istituzioni come palcoscenico per la propaganda”, auspicando per Trapani “confronto e responsabilità” e non una “democrazia a geometria variabile”.
La replica di Amo Trapani: “Abbiamo votato a viso aperto”
Nel dibattito politico seguito alla seduta è intervenuto anche il movimento Amo Trapani, che ha respinto le accuse e le ricostruzioni circolate dopo il voto sulla decadenza della consigliera Marzia Patti. Il gruppo ha rivendicato la propria posizione sostenendo di avere agito con trasparenza e senza ambiguità. “Noi abbiamo votato a viso aperto”, affermano gli esponenti del movimento, sottolineando come il risultato finale non possa essere attribuito a presunti giochi politici o a comportamenti poco chiari da parte dei consiglieri del gruppo. Amo Trapani evidenzia inoltre come il voto abbia rispettato le procedure previste e come l’esito scaturito dall’aula debba essere accettato per quello che è stato: una deliberazione che non ha raggiunto la maggioranza necessaria per determinare la decadenza della consigliera. Per il movimento, le polemiche successive rischiano di spostare l’attenzione dal dato politico e numerico emerso durante la seduta. La presa di posizione si inserisce in un clima già particolarmente teso, alimentato dalle contrapposte interpretazioni sul significato della scheda bianca risultata decisiva e dalle accuse reciproche tra maggioranza e opposizione. Una vicenda che, a distanza di poche ore dalla conclusione della seduta fiume di Palazzo Cavarretta, continua a far discutere e che potrebbe avere ulteriori strascichi nel confronto politico cittadino.