Denise, i mastelli della famiglia di Piera Maggio rubati e lasciati nel luogo della scomparsa

Luca Di Noto

Denise, i mastelli della famiglia di Piera Maggio rubati e lasciati nel luogo della scomparsa

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giovedì 10 Settembre 2026 - 07:19

Una bravata, una semplice coincidenza oppure un gesto dai contorni inquietanti che potrebbe nascondere dell’altro? È l’interrogativo che accompagna quanto accaduto nella notte tra venerdì 4 e sabato 5 settembre a Mazara del Vallo, dove due mastelli della raccolta differenziata utilizzati dalla famiglia di Piera Maggio sono stati prelevati davanti all’abitazione di via Domenico La Bruna e successivamente ritrovati in via Castagnola, proprio nel luogo in cui il 1° settembre 2004 si persero le tracce della piccola Denise Pipitone. Un episodio che, per modalità e tempistiche, ha inevitabilmente destato l’attenzione della famiglia. A pochi giorni dal 22° anniversario della scomparsa di Denise, infatti, qualcuno ha raggiunto l’abitazione di Piera Maggio e portato via i due contenitori della raccolta differenziata, lasciando invece sul posto gli altri rifiuti.

A documentare quanto accaduto sono le immagini dell’impianto di videosorveglianza dell’abitazione, successivamente diffuse dalla stessa Piera Maggio. Nel filmato si vede un’automobile fermarsi davanti alla casa nel cuore della notte. Una persona scende dal mezzo, preleva i due mastelli contenenti plastica e li carica a bordo della vettura. I contenitori vengono poi ritrovati vuoti in via Castagnola. Ed è proprio la destinazione dei mastelli a rendere particolarmente inquietante e delicata la vicenda. Via Castagnola non è infatti un luogo qualsiasi: è la strada legata agli ultimi momenti prima della scomparsa di Denise, avvenuta 22 anni fa. Un particolare che, unito alla scelta di prelevare proprio i contenitori della famiglia, ha profondamente colpito Piera Maggio. “Un gesto che per modalità e tempistiche ci ha fortemente scossi e ha rievocato in me il doloroso ricordo del rapimento di mia figlia e non può essere derubricato a semplice bravata”, ha spiegato la madre di Denise, che ha annunciato anche l’intenzione di rivolgersi all’autorità giudiziaria. La famiglia, secondo quanto riferito dalla stessa Maggio, avrebbe già individuato i responsabili del gesto.

Ci rivolgeremo all’autorità giudiziaria per tutelare la nostra sicurezza e la nostra privacy”, ha fatto sapere. C’è poi un ulteriore aspetto sul quale la famiglia ha posto l’attenzione: il contenuto dei mastelli. Trattandosi di contenitori privati, al loro interno potrebbero infatti essere presenti materiali o documenti contenenti informazioni personali. Per questo Piera Maggio ha avvertito che, qualora dai materiali sottratti venissero estratti e utilizzati illecitamente dati personali o particolarmente sensibili suoi o dei familiari, verranno intraprese le azioni necessarie a tutela dei propri diritti. Quale è stata la ragione del gesto? E soprattutto perché i due mastelli siano stati trasportati proprio in via Castagnola? Resta il dato oggettivo di una sottrazione mirata, avvenuta davanti all’abitazione della famiglia e seguita dall’abbandono dei contenitori nel luogo simbolo della scomparsa della bambina. Una circostanza che, proprio per la sua singolarità, ha riacceso l’attenzione su una vicenda che da 22 anni continua a segnare profondamente Mazara e non solo. A distanza di oltre due decenni, la scomparsa della bambina resta infatti una ferita aperta. E anche un gesto apparentemente banale come quello della sottrazione di due mastelli può assumere un peso particolare quando avviene in una determinata casa, in un determinato momento e, soprattutto, quando quei contenitori finiscono proprio nel luogo dal quale, 22 anni fa, iniziò il mistero sulla sorte di Denise.

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