Dura presa di posizione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia in seguito al grave episodio avvenuto nel fine settimana presso l’Approdo dei Saraceni, lido balneare che si trova tra Mazara e Campobello.
“Non è purtroppo una novità che richiami al fascismo e al duce trovino spazio non soltanto nelle manifestazioni di carattere politico, ma anche in contesti di intrattenimento e di aggregazione”, si legge nella nota congiunta firmata dal presidente provinciale dell’Anpi Aldo Virzì e da Tiziana Giacalone (Anpi Mazara), Giuseppe Favara (Anpi Castelvetrano-Campobello), Gaspare Galfano (Anpi Marsala).
“Alla presenza di numerosi giovani, è stata intonata Faccetta nera. Riteniamo importante ribadire – si legge nella nota – che riproporre, nel corso della stessa serata, anche Bella Ciao non significa affatto mettere in pratica una sorta di par condicio. Non sono infatti sullo stesso piano un canto divenuto simbolo della Resistenza e un brano legato alla propaganda del regime fascista e alla guerra coloniale”.
La Presidenza provinciale dell’ANPI e le sezioni di Mazara del Vallo, Castelvetrano-Campobello e Marsala, esprimono la propria ferma condanna per quanto accaduto, sottolineando che “episodi di questo genere non possono essere considerati semplici bravate: richiamano una storia di dittatura, violenza, discriminazione e negazione dei valori costituzionali conquistati con il sangue delle partigiane e dei partigiani, delle antifasciste e degli antifascisti. Per questo non intendiamo limitarci a condannare a parole quanto accaduto. Crediamo sia necessario che tutte le forze democratiche, politiche, sociali e associative delle nostre comunità contribuiscano, ciascuna per la propria parte, a mantenere viva la memoria e a contrastare ogni forma di normalizzazione della cultura fascista”.
In quest’ottica l’Anpi chiama in causa il ruolo della scuola “presidio fondamentale della democrazia e della Costituzione”. “L’educazione alla conoscenza della storia della dittatura, della Resistenza e della nascita della Repubblica non può essere considerata una semplice attività didattica, ma costituisce un passaggio essenziale per la formazione della coscienza civile delle nuove generazioni”.
L’ANPI, in linea con questa considerazione, ribadisce di volere continuare a collaborare con gli istituti scolastici, mettendo a disposizione progetti, testimonianze, documentazione e occasioni di confronto. “Auspichiamo che queste opportunità di approfondimento e riflessione sui tragici eventi del passato possano essere sempre accolte e valorizzate. Diversamente, si rischia di impoverire la crescita civica delle studentesse e degli studenti. Chiediamo inoltre a chi ricopre responsabilità istituzionali di non sottrarsi al proprio ruolo. Di fronte a manifestazioni che richiamano il fascismo e il duce, è importante che le istituzioni democratiche facciano sentire con chiarezza la propria voce, nel rispetto dei principi costituzionali che sono chiamate a rappresentare e tutelare. L’ANPI continuerà a fare la propria parte. Ma oggi, più che mai, è necessario che ciascuno faccia la propria”.
L’Anpi, infine, fa sapere di aver trasmesso il proprio comunicato al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mazara del Vallo affinché, per quanto di competenza, possa essere valutata l’eventuale sussistenza di profili rilevanti ai sensi della normativa vigente, anche con riferimento alla cosiddetta legge Scelba.