PALERMO (ITALPRESS) – “In tanti anni di vita istituzionale ho visto cambiare profondamente il modo di fare politica e anche il modo di comunicare. Oggi tutto è più veloce, più immediato, spesso più esasperato. I social hanno certamente contribuito a questo processo: premiano la battuta, la contrapposizione netta, la reazione a caldo. Molto meno la riflessione. Mi preoccupa soprattutto la violenza del linguaggio. È un tema sul quale anche il capo dello Stato ha più volte richiamato l’attenzione. Il confronto politico può essere anche duro, ma non dovrebbe mai scivolare nell’insulto, nella delegittimazione personale o nella ricerca sistematica del nemico”. Così, in un’intervista a Qds.it, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. “Ho sempre pensato che la politica debba essere prima di tutto responsabilità. Si può dissentire su tutto, ma mantenendo il rispetto delle persone e delle istituzioni. E soprattutto ricordando che, alla fine, chi governa viene giudicato per quello che fa, per le decisioni che assume e per i risultati che riesce a ottenere, non per il numero di visualizzazioni”, aggiunge il governatore.
“I social fanno ormai parte della nostra vita e della politica. Sarebbe inutile e anche sbagliato demonizzarli. Hanno avvicinato i cittadini alle istituzioni e consentono un confronto diretto che in passato non esisteva. Il problema – osserva – nasce quando la capacità di comunicare rischia di diventare più importante della capacità di amministrare. Governare è un’altra cosa. Significa conoscere i problemi, studiare le soluzioni, mediare quando serve e decidere quando è necessario. Significa anche assumersi responsabilità che spesso non portano un consenso immediato. Per questo credo che la politica debba tornare a selezionare la propria classe dirigente sulla competenza, sull’esperienza, sulla serietà e sulla capacità di produrre risultati. Poi, naturalmente, bisogna anche saperli comunicare. Sono però fiducioso. Alla lunga i cittadini sanno distinguere tra una presenza efficace sui social e la capacità reale di governare. La politica deve aiutare questo processo, alzando il livello del confronto e rinunciando alla tentazione dello scontro permanente. Altrimenti rischiamo di avere un dibattito pubblico sempre più rumoroso e, paradossalmente, sempre più povero di contenuti”, conclude Schifani.
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