Trapani sta vivendo una stagione di cantieri senza precedenti. Sono numerosi gli interventi che stanno interessando il centro storico e diverse aree del territorio comunale, con un programma complessivo di opere pubbliche che vale circa 100 milioni di euro. Un processo di trasformazione che riguarda non soltanto infrastrutture e viabilità, ma anche la valorizzazione del patrimonio storico, la sicurezza del territorio e la rigenerazione urbana.
A fare il punto è l’ingegnere Orazio Amenta, dirigente del Comune di Trapani e responsabile di diversi interventi.
Iniziamo da Piazza Mercato del Pesce. È probabilmente il cantiere più atteso dai trapanesi.
“Il recupero di Piazza Mercato del Pesce, con l’avvio del restauro della Venere, è sicuramente il lavoro più importante attualmente in corso a Trapani nell’ambito del programma da 100 milioni di euro di opere pubbliche. Non soltanto per la valenza culturale, ma soprattutto per la carica simbolica e per l’attesa con cui questo intervento è stato aspettato per anni.
Per dare la possibilità a tutti i cittadini di seguire le varie fasi dell’appalto abbiamo realizzato una pagina internet con tutte le informazioni relative all’opera, lo stato di avanzamento, le fotografie del cantiere e i rendering di come verrà realizzato l’intervento. È un modo per colmare quel disagio, anche emotivo, provocato dalla chiusura temporanea della piazza e dalla rimozione della Venere a causa del cantiere“.
Restiamo nel centro storico. Un altro intervento che si avvia alla conclusione è quello sulle mura di Tramontana e sul Bastione Imperiale.
“Anche la scala del Bastione Imperiale è stata terminata. Finalmente si potrà accedere in sicurezza alla terrazza spettacolare che si affaccia su Torre di Ligny, punto finale della passeggiata sulle mura di Tramontana. Il prossimo passo sarà la realizzazione del ponticello pedonale che collegherà le mura al Bastione. Intanto la terrazza del Bastione verrà affidata in concessione e diventerà il punto panoramico più a ovest delle mura.
E adesso, oltre alla nuova porta sul mare, le mura di Tramontana hanno una scala che le collega con il centro storico, prima di raggiungere il Bastione Conca. Il vicolo che prima era cieco è diventato un accesso al mare e alla passeggiata panoramica. È un altro cantiere che possiamo considerare concluso“.
Un intervento che si integra con quello realizzato all’Archivio di Stato. Che impressione le fa il risultato finale?
“Che dire, l’intervento all’Archivio di Stato è veramente bello. C’è un giardino pieno di verde, una terrazza panoramica con una vista mozzafiato su Torre di Ligny, accessibile attraverso un ascensore in acciaio e vetro, e una meravigliosa scala in corten. All’interno c’è una sala studio veramente gradevole e funzionale. È un intervento che si sposa perfettamente con quanto realizzato dal Comune sulle mura di Tramontana, ormai completato, anche se mancano ancora le piante.
E, come ciliegina sulla torta, l’antica scala in pietra che da via Sant’Anna portava alle mura, coperta per decenni dal cemento, sta per essere liberata e tornerà all’antico splendore. Un pezzettino di centro storico diventa così un modello di intervento di rigenerazione urbana che può essere esportato tutto intorno, a cominciare da Piazza Jolanda“.
Torniamo alla Venere. Cosa sappiamo oggi della statua e della sua storia?
“Finalmente la Venere va a rifarsi il trucco. Con Giuseppe Mantella, lo stesso restauratore che ha lavorato sul baldacchino della Basilica di San Pietro, siamo in buone mani. Le prime cose che possiamo dire è che l’anno di collocazione della statua è il 1890, che venne fusa in una fonderia francese e che nel passato è stata sottoposta a un pesantissimo intervento di restauro che in qualche modo l’ha snaturata.
Ma tutta la sua storia, ad oggi molto fumosa, dovrà essere ricostruita. I restauratori lo faranno attraverso specifiche indagini di laboratorio. A fine anno la statua tornerà a dominare la piazza, più bella che mai“.
Dal centro storico alla sicurezza del territorio. I lavori di mitigazione del rischio idraulico proseguono in diverse zone del territorio comunale?
“Continuano le opere di mitigazione del rischio idraulico a salvaguardia del territorio comunale, anche in previsione dell’autunno. Dopo il torrente Canalotti a Fulgatore, i lavori procedono bene anche sul fiume Lenzi, a Xytta. Oggi c’è una buona notizia: anche i torrenti Fastaia e Bonuara verranno manutentati grazie ai fondi provenienti dall’Autorità di Bacino“.
Tra gli interventi completati c’è anche quello di Piazza Sant’Anna. È stato uno dei cantieri più complessi?
“Il 22 aprile scorso questo intervento era all’1 per cento di avanzamento. Era il più indietro di tutti, perché Piazza Sant’Anna era collegata ai lavori di via Botteghelle e alla passeggiata dei Tramonti. Tra vicoli e vicoletti, era l’unico posto dove stoccare il materiale e consentire di pompare il cemento sulle mura. Per questo era l’ultimo intervento che poteva partire, dopo che gli altri sarebbero stati terminati. A quel punto ci siamo posti una domanda: andare avanti o rinunciare? Siamo andati avanti e lo abbiamo terminato nei tempi previsti.
Oggi Piazza Sant’Anna è così e interconnette un futuro resort, una residenza artistica, il rinnovato Archivio di Stato e una fabbrica di cloni d’arte. Sono state rifatte completamente le reti idriche e fognarie. Questo intervento sarà il viatico della prossima riqualificazione di Piazza Jolanda e di via Sant’Anna. Bravi il RUP, il direttore dei lavori e, soprattutto, l’impresa“.
C’è però un tema che riguarda l’intera città e che potrebbe cambiare radicalmente il modo di affrontare gli allagamenti a Trapani. La Regione ha finalmente riconosciuto il rischio idraulico del centro abitato. Cosa significa?
“La Regione Siciliana, per la prima volta, riconosce che il centro abitato di Trapani è a rischio alluvioni. Nonostante diversi eventi catastrofici, fino a una settimana fa le mappe regionali non presentavano alcuna area a rischio. Anche nel Piano sul rischio alluvioni Trapani risultava incredibilmente un’area a pericolosità zero. All’Autorità di Bacino non erano stati segnalati i vari allagamenti che si erano susseguiti negli anni e quindi l’ente ignorava il problema. Ciò significava che la città, non avendo segnalato alcuna criticità, non poteva accedere ad alcun finanziamento per risolvere il problema idraulico che, dal punto di vista amministrativo, non esisteva. Ecco perché la colpa degli allagamenti veniva attribuita ai “tombini attuppati”, invece che a un’insufficienza strutturale del sistema di drenaggio urbano, resa ancora più evidente dai cambiamenti climatici e dalla tropicalizzazione del meteo“.
Come è stato possibile arrivare a una diversa lettura del problema?
“Lo studio Simone Venturini-Technital ha dimostrato che Trapani aveva un problema grave, profondo e complesso. È una delle poche città al mondo a non avere uno scarico delle acque bianche a mare, essendo state occluse dalle urbanizzazioni tutte le vie d’acqua storiche. Dopo un lungo lavoro di conoscenza, al quale hanno collaborato cittadini e tecnici che hanno aiutato a ricostruire gli antichi reticoli idrografici, si è arrivati alla presentazione di un progetto che finalmente individua cause e soluzioni del problema idraulico, che non è fognario, ma fluviale. Oggi l’Autorità di Bacino, dopo avere studiato e analizzato profondamente lo studio Venturini, non solo ne prende atto, ma addirittura modifica d’ufficio il Piano di assetto idrogeologico, riconoscendo il territorio di Trapani a rischio idraulico”.
Cosa cambia concretamente per Trapani?
“Cambia tutto. Ogni opera pubblica e privata dovrà essere progettata considerando che ci sono aree allagabili, mettendo in atto tutti gli accorgimenti necessari a evitare pericoli per uomini e cose.
Inoltre, ogni amministrazione presente e futura dovrà avere come compito primario il miglioramento della situazione idraulica della città, mettendo in atto tutti gli interventi necessari a mitigare il rischio per la pubblica utilità.
Certo, servono 45 milioni di euro. Ma ora, e solo ora, sarà possibile chiederli allo Stato e alla Regione. Del resto, per la messa in sicurezza di paesini da mille abitanti sono stati erogati in passato finanziamenti simili.
La lotta ai cambiamenti climatici e alle alluvioni comincia da qui.”
Ingegnere, non le ho chiesto della BRT…
“E le risponderei volentieri se mi ponesse delle domande ma mi dica quanto spazio a disposizione ha?”
Va bene, allora ci aggiorniamo a breve con un focus sulla Bus Rapid Transit
“A presto”.