I possedimenti immobiliari dei Florio/2

redazione

I possedimenti immobiliari dei Florio/2

Condividi su:

lunedì 31 Agosto 2026 - 16:50

Nel periodo di maggiore splendore i Florio possedevano una quantità di beni inverosimile: tonnare, cantine, piantagioni, fonderia, fabbrica di ceramica, miniere di zolfo, navi, cantieri navali, yacht, almeno 5 macchine e persino un giornale (l’Ora). Naturalmente il numero di case era proporzionato alla loro enorme ricchezza. E proprio queste case voglio ricordare, dimore che ci colpiscono per la loro eleganza e ricchezza tenuto presente che al loro arrivo a Palermo sul finire del 1700 i Florio abitavano in una normale casa in via dei Materassai.

La più citata è la Villa dell’Olivuzza costruita nel 1899 su di un ampio terreno in Via Dante accorpando vari edifici acquistati nel corso degli anni. Deve il nome al fatto che vi si trovava prima una bettola gestita da una certa Olivuzza Fu abitata da Ignazio e Franca e venduta nel 1915 per far fronte ai primi problemi finanziari. L’Olivuzza aveva un grande parco, aiuole di fiori pregiati, un grande garage ed una dependance per il giovane Vincenzo. Vi lavoravano una quantità enorme di personale: guardarobiere, maggiordomo, sommelier, monsù, aiuto cuochi, un cameriere per ogni membro della famiglia (due per Donna Franca), un portinaio, un giardiniere, bambinaie e personale di fatica. In Piazza Camporeale si trovava un altro palazzo dove Ignazio e Franca avevano abitato prima dell’Olivuzza. È noto col nome di Palazzo Fitalia dal nome del principe che lo acquistò quando i Florio lo vendettero. Alla Zisa, in Viale Regina Margherita nacque il Villino Florio, usato come sede di rappresentanza, progettato dal Basile nel 1899 in puro stile Liberty. Nei pressi dell’Arenella, per volontà di Vincenzo, progettato dall’architetto Giachery, nacque il villino dei Quattro Pizzi in perfetto stile neogotico. Aveva una cappella dedicata a Sant’Antonio e lì si celebrarono le nozze di Vincenzo con Lucie Henry. Quando arrivò il disastro economico Lucie salvò il villino vendendo i suoi gioielli e questo permise che esso andasse ai suoi eredi, Paladino. Anche lo Zar Nicola II si innamoro delle “case” dei Florio tanto che volle una villa uguale a quella dei 4 Pizzi in una località di vacanza in Russia.

Villa Igiea era stata concepita per diventare un sanatorio, ma diventò un elegante hotel dove ospitare i personaggi importanti che arrivavano a Palermo. Progettata dal Basile Villa Igiea ha un grande salone decorato in Liberty da Ettore de Maria Bergler dove si svolgevano le feste conosciuto come SALONE DEGLI SPECCHI. Un lampadario in bronzo e cristallo attraversa la sala da una parte all’altra del tetto. Nel padiglione des etrangers di villa Igiea sono stati ospiti Oscar Wilde, Wagner, Maupassant, Puccini, Trilussa, D’Annunzio, grandi finanzieri come i Vanderbilt. L’arredo fu affidato al famoso mobiliere Ducrot. Nel 1962, quando fu girato il Gattopardo, ha ospitato Claudia Cardinale, Alain Delon e Burt Lancaster. Oggi fa parte del gruppo Rocco Forte Hotels.

Infine, un altro immobile importante, voluto da Vincenzo fu il cosiddetto Stand Florio. sorto sul lungomare di Palermo. Lì le migliori famiglie Palermitane potevano praticare il tiro al piattello e sport acquatici. Durante l’ultima guerra lo Stand fu requisito dalle Forze Armate, poi ceduto all’Ospedale Buccheri la Ferla ed infine restaurato come Centro polifunzionale. Infine, Palazzo Florio a Favignana, in stile neogotico napoletano ha visto i momenti più felici ma anche i più dolorosi della vita di Franca: ospiti illustri, eleganti feste, ma anche il dolore per la morte di Baby boy, il tanto atteso figlio maschio.

La decadenza vide questo enorme patrimonio sciogliersi come neve al sole finché nel 1934 i Florio, licenziato tutto il personale, vanno a vivere in una casa in affitto. Due anni dopo Franca si trasferisce a Migliorino presso la figlia e Ignazio a Palermo presso il fratello Vincenzo.

Si chiude una epopea.

Maria Guccione

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta