Scrive Alberto Di Girolamo sulla pista ciclabile del lungomare di Marsala diventata un parcheggio

redazione

Scrive Alberto Di Girolamo sulla pista ciclabile del lungomare di Marsala diventata un parcheggio

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lunedì 31 Agosto 2026 - 11:43

Egregio direttore, si possono sostituire 4-500 metri di pista ciclabile con un parcheggio per macchine e con tanto di strisce bianche? Si può essere d’accordo o no alle piste ciclabili, (in tutte le città europee si continuano a costruirne sempre di nuove), ma una volta realizzate e con fondi pubblici e in questo caso europei, come a Trapani, Mazara, Castelvetrano e collaudate, non credo che qualcuno si possa alzare la mattina e sostituirle con altro. Non penso che sia opera della nuova amministrazione, anche perché, la sindaca ha seguito i progetti di “Agenda Urbana”, compreso le piste, prima come funzionaria del comune di Marsala e dopo come assessore al ramo, a Trapani. E’ probabile che la modifica facesse parte del progetto di “riqualificazione della zona”, fra il porto e la sede dell’ex ACI, ma senza intervenire in questo tratto, che è di un degrado unico. O è stata opera di qualche funzionario o dirigente ligio ai voleri del precedente sindaco? Anche questa ipotesi non è da scartare. Già la pista era stata realizzata male, con alcuni lunghi tratti in entrambi i lati della carreggiata e senza cordoli, con altri sempre senza cordoli e in mezzo alla strada e alle macchine. Realizzazione molto diversa da come era stata progettata. Pista poco utilizzabile per la sua pericolosità e adesso viene anche interrotta per circa 500 metri. A Marsala con la precedente amministrazione si poteva fare di tutto e di più. Spero che la sindaca anche se presa da continue emergenze, faccia ripristinare la legalità e la pista, come era stata progettata. Oltretutto non sarebbe male se riuscisse a rendere la restante più sicura e a collegarla con quella dello Stagnone, recuperando il progetto della salina Genna.

P.S. Sono comparse tracce di segnaletica, come se la pista dovesse passare all’interno dello “spazio riqualificato” che dovrebbe servire alle persone per ammirare il mare ma anche le macchine parcheggiate e quelle che passano e respirare un po’ di aria pulita che fuoriesce dai tubi di scappamento. La pezza peggio del buco. Spero che il vento cambi davvero e che porta via il sistema deleterio del favoritismo che è la rovina dell’Italia ma soprattutto del meridione.

Dott. Alberto Di Girolamo

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