Ex scalo militare di Castelvetrano, “Salvaguardiamo parte della pista per la Protezione Civile”

redazione

Ex scalo militare di Castelvetrano, “Salvaguardiamo parte della pista per la Protezione Civile”

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lunedì 27 Luglio 2026 - 07:55

Conciliare la transizione energetica con la sicurezza del territorio, la Protezione Civile e la tutela della memoria storica. È questo l’obiettivo dell’istanza rivolta alle istituzioni locali e regionali e alla società GREENIT S.p.A. da Vincenzo Marzano, presidente dell’associazione G.I.V.A. Delegazione di Mazara del Vallo 2010 ODV, in merito al futuro dell’area dell’ex Aeroporto Militare di Castelvetrano. Il compendio, trasferito dal Demanio Pubblico dello Stato al Patrimonio dello Stato con Decreto Interdirettoriale del Ministero della Difesa del 25 febbraio 2004 e successivamente alienato, è oggi nella disponibilità di GREENIT, società proponente di un progetto per la realizzazione di un impianto fotovoltaico con sistema di accumulo BESS della potenza di 78,63 MWp. Il progetto è stato sottoposto alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale di competenza statale.

Pista da utilizzare per ragioni di Protezione Civile

Al centro della richiesta dell’associazione c’è la pista aeroportuale esistente, lunga circa 1.200 metri e larga 80, insieme alle relative aree di manovra e pertinenza. Secondo la G.I.V.A., una parte di questa infrastruttura dovrebbe essere preservata e mantenuta a disposizione della collettività, soprattutto in considerazione del ruolo che potrebbe svolgere nelle attività di Protezione Civile. Il Piano Comunale di Protezione Civile di Castelvetrano individua infatti parte dell’area come zona destinata all’ammassamento dei soccorritori e dei mezzi e all’accoglienza della popolazione. Una funzione che, secondo l’associazione, assume particolare rilevanza in un territorio come quello della Valle del Belice, caratterizzato da un significativo rischio sismico e potenzialmente esposto anche ad altre emergenze, dagli incendi boschivi alle alluvioni.

Supporto alle emergenze

La conservazione di una porzione della pista, sostiene Marzano, potrebbe consentire l’atterraggio di elicotteri e velivoli leggeri impiegati nelle emergenze, offrire un punto di supporto logistico alle colonne mobili regionali e nazionali e facilitare il coordinamento delle operazioni di soccorso in caso di calamità. La proposta guarda anche alla storia del sito. L’ex aeroporto militare rappresenta infatti una testimonianza di interesse storico e, secondo la G.I.V.A., potrebbe essere valorizzato anche alla luce delle disposizioni regionali relative alla tutela e alla valorizzazione dei siti legati alla Prima e alla Seconda guerra mondiale. Da qui la richiesta di aprire un tavolo tecnico-istituzionale che coinvolga le amministrazioni competenti e GREENIT S.p.A., con l’obiettivo di verificare la possibilità di rimodulare il progetto dell’impianto fotovoltaico, preservando una porzione della pista e le aree ritenute funzionali alle attività di Protezione Civile.

Obiettivi

L’associazione chiede inoltre che venga riconosciuto il valore strategico dell’infrastruttura per la sicurezza territoriale, la resilienza e la gestione delle emergenze e che siano valutate iniziative per la valorizzazione storico-culturale dell’ex aeroporto. La G.I.V.A. precisa che l’istanza non intende ostacolare la realizzazione dell’impianto fotovoltaico, ma propone una soluzione che possa mettere insieme produzione di energia da fonti rinnovabili, sicurezza pubblica e tutela del patrimonio storico. L’obiettivo, dunque, è individuare un punto di equilibrio tra sviluppo sostenibile e interesse pubblico, evitando che la trasformazione dell’area comporti la perdita definitiva di un’infrastruttura che, secondo l’associazione, potrebbe ancora rappresentare una risorsa strategica per Castelvetrano e per l’intero territorio della Valle del Belice.

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