Primo decesso in mare: spiagge trapanesi, quanto siamo davvero sicuri?

Claudia Marchetti

Primo decesso in mare: spiagge trapanesi, quanto siamo davvero sicuri?

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venerdì 24 Luglio 2026 - 07:45

Il primo decesso dell’estate nelle spiagge trapanesi è avvenuto a Marsala, nel primo pomeriggio di ieri, sul versante sud, in zona Escondido. A perdere la vita è stato un 80enne originario della città, da tempo residente in Germania, deceduto in acqua dopo un tuffo. La dinamica è ancora da chiarire e saranno gli investigatori a ricostruire quanto accaduto. Tra le ipotesi al vaglio ci sarebbe anche quella di un malore, forse un blocco intestinale. Un episodio che, al di là delle cause ancora da accertare, riporta al centro dell’attenzione una domanda: quanto sono davvero sicure le spiagge della provincia di Trapani?

Le spiagge più belle sono anche sicure?

Il territorio vanta alcuni dei litorali più belli d’Italia, da San Vito Lo Capo a Castellammare del Golfo, da Trapani a Marsala e Mazara del Vallo, fino alle Egadi e alla Riserva dello Zingaro. Ma bellezza e sicurezza sono la stessa cosa? Non necessariamente. La sicurezza in mare dipende anche dalla presenza dei servizi di salvataggio, dalla segnaletica, dalla tempestività degli interventi e, soprattutto, dalla prudenza dei bagnanti.

Il nodo delle spiagge libere

Il tema diventa particolarmente delicato sulle spiagge libere, dove la presenza dei bagnini dipende dalle risorse dei Comuni e dai contributi regionali. Anche per il 2026 la Regione Siciliana ha previsto risorse per sostenere i servizi di vigilanza e salvataggio, mentre diversi Comuni stanno completando le procedure per garantire la sorveglianza durante la stagione estiva. Ma è sufficiente predisporre un servizio di salvataggio? O la questione è più complessa?

A Marsala gare deserte in tempi stretti

A Marsala, proprio quest’anno, la vigilanza sulle spiagge è stata approntata in tempi particolarmente stretti, dopo le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. La gara per l’affidamento del servizio, inoltre, è andata deserta. Ma il problema non sembra essere soltanto legato alla tempistica delle procedure amministrative.

La difficoltà di reperire bagnini

C’è una questione più profonda, che riguarda la difficoltà crescente nel reperire personale. La cooperativa Valle Verde, che per circa vent’anni ha garantito la sicurezza sulle spiagge libere marsalesi, avrebbe incontrato difficoltà nella ricerca di nuovi bagnini. Oggi trovare giovani disponibili a svolgere questo lavoro sembra essere sempre più complicato. Anche considerando che un aiutante bagnino, con un regolare contratto, può arrivare a guadagnare circa 1.200 euro. La domanda, allora, è inevitabile: perché sempre meno giovani sembrano disposti a svolgere un lavoro stagionale, anche sotto il sole e in condizioni impegnative? E ancora: quanto pesa la difficoltà di trovare personale sulla capacità dei Comuni di garantire servizi essenziali sulle spiagge?

Programmare e garantire sicurezza

La vigilanza, dunque, non può essere considerata soltanto una questione di gare d’appalto. Programmare per tempo pulizia, sicurezza e assistenza significa organizzare la stagione balneare con largo anticipo, soprattutto in territori che vivono di turismo. Altrimenti il rischio è quello di arrivare in piena estate con servizi attivati in ritardo, procedure andate deserte e, nei casi peggiori, limitarsi a installare qualche cartello qua e là. E mentre si discute di sicurezza, c’è un’altra domanda che merita una risposta: quanto sono realmente accessibili le nostre spiagge? Perché accanto alla necessità di garantire bagnini e vigilanza c’è quella di assicurare alle persone con disabilità passerelle adeguate per raggiungere la battigia e servizi che consentano di muoversi con maggiore facilità. Non basta, quindi, rendere una spiaggia sicura: deve essere anche accessibile e fruibile da tutti.

I dubbi sull’uso dei dispositivi di sicurezza e l’incapacità

Le correnti, il vento improvviso, i tuffi dagli scogli, l’uso di materassini con mare mosso e la balneazione fuori dagli orari di sorveglianza restano tra i principali fattori di rischio. Ma la sicurezza non può essere affidata soltanto al buon senso dei cittadini. È una responsabilità condivisa tra bagnanti, amministrazioni, operatori e istituzioni. Il decesso di Marsala, le cui cause dovranno essere chiarite, riapre così una riflessione più ampia: le spiagge trapanesi sono tra le più belle d’Italia, ma siamo davvero in grado di garantire, ogni estate, servizi all’altezza della loro bellezza? E soprattutto, siamo capaci di programmare per tempo una vigilanza efficace, accessibile e capillare, prima che il pienone estivo renda ancora più evidenti le criticità?

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