Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) chiede una revisione del calendario scolastico nazionale, ritenendo ormai necessario adeguarlo agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici. L’appello arriva anche alla luce delle criticità emerse con la programmazione degli Esami di Stato 2027, le cui prove scritte sono state fissate per il 16 e 17 giugno, creando in alcune regioni una sovrapposizione tra la conclusione delle lezioni, gli scrutini finali e l’avvio degli esami.
Collaborazione con le istituzioni
Secondo il Coordinamento, la vicenda evidenzia la necessità di una maggiore collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le Regioni nella definizione del calendario scolastico. Ma il problema, sottolinea il CNDDU, va oltre gli aspetti organizzativi e riguarda direttamente la tutela dei diritti fondamentali.
Il cambiamento climatico e le nuove regole
Da anni il Coordinamento denuncia come le sempre più frequenti ondate di calore nei mesi di giugno e settembre rendano difficile lo svolgimento dell’attività didattica in migliaia di edifici scolastici ancora privi di adeguati sistemi di climatizzazione, ventilazione e isolamento termico. Una situazione che, secondo il CNDDU, rischia di compromettere non solo il diritto allo studio, sancito dall’articolo 34 della Costituzione, ma anche il diritto alla salute previsto dall’articolo 32. Per questo viene proposta una revisione organica della disciplina sul calendario scolastico, introducendo il fattore climatico tra i criteri di programmazione. Tra le ipotesi avanzate figura anche la possibilità, per le regioni del Centro e del Mezzogiorno maggiormente esposte alle alte temperature, di posticipare l’inizio delle lezioni ai primi giorni di ottobre, recuperando successivamente il monte ore previsto senza ridurre il tempo scuola.
Appello al ministro dell’Istruzione
Il Coordinamento rivolge infine un appello al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché promuova un tavolo tecnico con Regioni, enti locali, organizzazioni della scuola, esperti di edilizia scolastica e comunità scientifica per elaborare un calendario scolastico più resiliente ai cambiamenti climatici. Per il CNDDU, adeguare la scuola alle nuove condizioni ambientali non è più una scelta facoltativa, ma un preciso dovere delle istituzioni per garantire il pieno esercizio del diritto all’istruzione.