Lo scultore mazarese Gerry Bianco scolpisce “La donna che sostiene il mondo”

Luca Di Noto

Lo scultore mazarese Gerry Bianco scolpisce “La donna che sostiene il mondo”

Condividi su:

sabato 27 Giugno 2026 - 17:00

L’imponenza della materia e la delicatezza del messaggio sono gli ingredienti fondamentali. A Custonaci, nel cuore del distretto del marmo, sta prendendo forma una nuova opera destinata a diventare uno dei simboli del Museo d’Arte Contemporanea en plein air (MAC): “La donna che sostiene il mondo”, la monumentale scultura realizzata dall’artista mazarese Gerry Bianco. L’opera nasce da un unico blocco di onice perlato del peso di circa sette tonnellate, una pietra naturale estratta dalle cave del territorio custonacese che, ancora una volta, diventa materia viva attraverso il linguaggio dell’arte. Il titolo richiama immediatamente il ruolo centrale della figura femminile, rappresentata non come semplice soggetto artistico ma come elemento portante della società e della storia. Una donna che sorregge idealmente il mondo, metafora di forza, resilienza e capacità di custodire la vita anche nei momenti più difficili.

“È una donna che regge il peso del mondo, ma non si spezza”, spiega l’artista. “La pietra siciliana ha memoria. Onice e Perlato sono luce e resistenza insieme, come la forza femminile”. L’intervento artistico sarà destinato ad arricchire il percorso del MAC, il museo all’aperto che negli ultimi anni ha trasformato il territorio di Custonaci in un vero e proprio laboratorio permanente di scultura contemporanea, con opere disseminate in uno scenario naturale unico dominato dalla baia di Cornino e dal Monte Cofano. Proprio il dialogo tra paesaggio e materia prima autoctona rappresenta uno degli elementi distintivi del progetto. L’onice perlato, infatti, è una delle pietre che più caratterizzano la tradizione estrattiva locale e viene qui reinterpretato attraverso una visione artistica contemporanea, confermando il legame profondo tra identità territoriale e creatività.

La realizzazione dell’opera sta attirando l’attenzione di appassionati d’arte e curiosi, che seguono da vicino le varie fasi della lavorazione. Scolpire un blocco di tali dimensioni richiede infatti un lungo lavoro di progettazione e una straordinaria precisione tecnica, nella quale ogni intervento diventa irreversibile. Quando sarà completata, “La donna che sostiene il mondo” entrerà a far parte del patrimonio del Museo d’Arte Contemporanea en plein air, contribuendo ad ampliare un percorso culturale che punta a fare di Custonaci un punto di riferimento per la scultura monumentale in Sicilia. Un’opera che, in conclusione, racconta non solo la forza della donna, ma anche quella di un territorio che continua a investire sulla cultura come strumento di valorizzazione delle proprie risorse e delle proprie eccellenze, trasformando la pietra in racconto, identità e memoria collettiva.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta