Nuovo terremoto giudiziario nel settore dei rifiuti in Sicilia. I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (Noe) di Caltanissetta e del Reparto Territoriale di Gela hanno eseguito questa mattina una misura degli arresti domiciliari nei confronti di 5 persone nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione della discarica pubblica di Timpazzo, a Gela. Ai domiciliari sono finiti il manager della società in house Impianti Srr, l’ingegnere Giovanna Picone, i tecnici di riferimento Giuseppe Bellavia e Salvatore Parlatore e i responsabili d’area dell’impianto Angelo Collodoro e Salvatore Falduzza. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di traffico illecito di rifiuti e di presunte irregolarità nella gestione dei conferimenti provenienti da diversi comuni siciliani. La società Impianti Srr, controllata dalla Srr4 Caltanissetta Provincia Sud e responsabile della gestione della discarica di Timpazzo, è stata posta sotto sequestro. Il giudice ha inoltre nominato un commissario per garantire la continuità operativa dell’impianto.
Le motivazioni
Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, nella discarica sarebbero state conferite, movimentate e successivamente interrate tra le 10 e le 12 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani indifferenziati senza il preventivo trattamento previsto dalla normativa. Gli investigatori contestano inoltre che una parte dei rifiuti organici provenienti dai comuni soci, che avrebbero dovuto essere lavorati negli impianti dedicati, sarebbe stata invece smaltita direttamente in discarica. Tutti gli indagati hanno respinto le accuse.
Le reazioni politiche
Sulla vicenda è intervenuto il segretario regionale del Partito Democratico Sicilia, Anthony Barbagallo, che ha attaccato il governo regionale guidato da Renato Schifani. “I rifiuti erano, sono e restano uno dei problemi non risolti da Schifani alla guida della Regione con la Tari più cara d’Italia”, ha dichiarato Barbagallo, sostenendo che la mancanza di un’efficace programmazione e l’assenza di adeguati impianti di compostaggio abbiano contribuito a creare una situazione di emergenza permanente. Secondo l’esponente democratico, la discarica di Timpazzo sarebbe progressivamente diventata un punto di riferimento per lo smaltimento dei rifiuti provenienti da vaste aree della Sicilia, ben oltre il bacino territoriale per cui era stata originariamente progettata.
Possibili effetti anche per Trapani?
La vicenda viene seguita con particolare attenzione anche nel trapanese, dove il sistema di gestione dei rifiuti risulta strettamente collegato all’impianto gelese. Come noto, infatti, i sovvalli prodotti dall’impianto TMB di Trapani Servizi vengono storicamente trasferiti alla discarica di Timpazzo per lo smaltimento finale soprattutto quando la SRR trapanese è piena. Un rapporto consolidato che rende le due realtà fortemente interconnesse all’interno della filiera regionale dei rifiuti. Al momento il sequestro della società è accompagnato dalla nomina di un commissario e non risultano provvedimenti che abbiano disposto l’interruzione delle attività dell’impianto. Tuttavia, gli sviluppi dell’inchiesta vengono osservati con attenzione dagli operatori del settore e dagli enti coinvolti, poiché eventuali criticità nella gestione della discarica di Gela potrebbero avere ripercussioni sull’intero sistema regionale di smaltimento, compreso quello della provincia di Trapani. Una circostanza che inevitabilmente richiama l’attenzione anche della SRR Trapani e dei soggetti che operano nel ciclo integrato dei rifiuti nel territorio provinciale, considerata la storica dipendenza di una parte dei conferimenti finali dalla struttura di Timpazzo.