La vicenda del porto di Bonagia torna a occupare il centro del dibattito politico del trapanese, riproponendo il tema della gestione delle risorse pubbliche e dei tempi della burocrazia. Al centro della controversia vi è la rimodulazione del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC), deliberata dal governo regionale, che ha determinato la cancellazione dello stanziamento di 34 milioni di euro originariamente destinato alla realizzazione dell’infrastruttura marittima nel comune di Valderice. I fondi sono stati dirottati altrove a causa della non cantierabilità del progetto, innescando una dura reazione da parte dei rappresentanti parlamentari del territorio e un aspro contenzioso tra l’amministrazione locale e le opposizioni. I rilievi critici sono stati sollevati a Palermo, all’Assemblea Regionale Siciliana, dove le opposizioni hanno chiesto chiarimenti formali all’esecutivo Schifani.
Le iniziative all’Ars: Ciminnisi e Safina chiedono risposte
La deputata del MoVimento 5 Stelle, Cristina Ciminnisi, è intervenuta sulla rimodulazione delle risorse, evidenziando come la perdita dello stanziamento penalizzi lo sviluppo economico di un borgo a forte vocazione marinara e turistica, smentendo gli impegni assunti pubblicamente nel corso degli anni. Sul piano ispettivo, il deputato del Partito Democratico, Dario Safina, ha depositato un’interrogazione formale indirizzata al presidente della Regione e all’assessore per le Infrastrutture e la Mobilità, Alessandro Aricò. Nel documento, Safina muove dal dato di fatto che ha portato all’esclusione dell’opera dall’elenco della programmazione FSC: il progetto del porto non era cantierabile nei tempi richiesti dal bando. Preso atto del dirottamento dei 34 milioni verso altri interventi, il parlamentare del PD ha chiesto esplicitamente al governo regionale attraverso quali canali e strumenti finanziari alternativi intenda adesso reperire la nuova copertura economica necessaria a non far decadere l’opera. Secondo Safina, l’unica via concreta per rimediare alla perdita dei fondi della coesione è un impegno formale della Regione a finanziare l’infrastruttura con risorse proprie all’interno dei prossimi provvedimenti di bilancio o nella legge finanziaria regionale. Dall’ambito parlamentare la discussione si è spostata sul piano locale, traducendosi in una polemica diretta tra l’onorevole Safina e il sindaco di Valderice, Francesco Stabile.
Lo scontro tra Safina e il sindaco Stabile
Il deputato dem ha espresso forti critiche verso la gestione della macchina amministrativa comunale, attribuendo la responsabilità della mancata cantierabilità all’esecutivo cittadino. Secondo questa ricostruzione, il Comune non avrebbe prodotto in tempo utile una progettazione esecutiva idonea a blindare il finanziamento FSC, esponendo l’opera al rischio del definanziamento poi stralciato a Palermo. La replica del sindaco Stabile è arrivata attraverso una nota di difesa del proprio operato, con cui ha respinto le accuse di inerzia definendole strumentali. Il primo cittadino ha sostenuto che gli uffici comunali hanno espletato i passaggi di propria competenza e che la responsabilità della perdita dei fondi va ricercata nei complessi meccanismi burocratici regionali e nei criteri di selezione applicati a Palermo. Stabile ha inoltre esortato la deputazione trapanese a fare fronte comune all’ARS per pretendere il ripristino delle somme, piuttosto che alimentare polemiche interne al territorio.