Ingianni: “C’è chi ha visto un pericolo in Avs. Sintonia con la sindaca Patti su un’idea di città sostenibile”

Vincenzo Figlioli

Ingianni: “C’è chi ha visto un pericolo in Avs. Sintonia con la sindaca Patti su un’idea di città sostenibile”

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venerdì 19 Giugno 2026 - 06:45

La soddisfazione per aver contribuito alla vittoria della sindaca Andreana Patti, ma anche la delusione per un risultato che non ha consentito l’approdo in Consiglio comunale. Alleanza Verdi Sinistra si è comunque ritagliata uno spazio significativo alle ultime elezioni a Marsala, sotto la guida della dirigente nazionale Antonella Ingianni, con un gruppo da cui si vuole ripartire per riaffermare il valore di una certa idea di politica sul territorio.

Qual è il vostro bilancio di queste amministrative?

La lista Avs ha avuto a Marsala il 4,7% dei consensi, proponendo donne e uomini liberi, che guardano alla politica cittadina con entusiasmo e con la voglia di affrontarla in modo propositivo e valoriale. In termini strettamente elettorali, per meno di 100 voti non abbiamo raggiunto l’obiettivo di entrare in Consiglio comunale, in termini politici siamo fieramente rappresentati da Daniele Nuccio nella Giunta Comunale.

Non teme che il mancato raggiungimento del 5% possa indebolire la posizione dell’assessore Nuccio in Giunta?

No. Se avessimo preso 100 voti in più parleremmo di uno straordinario successo. Fare politica non passa da un mero numero, ma dai temi che si pongono sul tavolo politico e sulla capacità di intervenire su tematiche che prima non sono mai state prese in considerazione. La presenza in Giunta di Daniele Nuccio è un riconoscimento del nostro posizionamento politico, che ha una sua consistenza in termini di visione e di numeri.

Cosa vi aspettate dalla sindaca Patti?

Durante la campagna elettorale l’alleanza è nata su alcuni punti condivisi: consumo di suolo zero, ridare dignità alla Riserva dello Stagnone, mobilità lenta, gestione dei rifiuti in maniera circolare. Il supporto ad Andreana Patti è nato non solo dalla stima per la persona, ma sulla condivisione di temi sostenibili per la città. Siamo sicuri che verranno rispettati.

A un certo punto è sembrato che Avs abbia subito una sorta di “campagna elettorale contraria” da parte di alcune realtà cittadine…

La campagna elettorale appena finita si è intessuta di elementi profondamente connaturati a una dimensione culturale vecchia, che ha visto in Avs un pericolo: lo testimoniano i numerosi attacchi dei rappresentanti locali e regionali della Lega. Guardare ad altre formazioni politiche come arricchimento, come confronto, rappresenta un’opportunità che non hanno saputo cogliere. Poi, c’è stato anche chi ci ha accusato di “buonismo”: non è stato “buonismo”, rivendichiamo gli aspetti di solidarietà, comprensione e ascolto, fuori naturalmente dalla retorica da piazza adottata da taluni. Senza “umanità” la politica diventa una seduta psicoanalitica alla rovescia, non è tesa a risollevare le pene subconsce, ma a rafforzarle a proprio vantaggio, in forma di rancore contro l’altro. Proporre – durante la campagna elettorale – un approccio pacato alle politiche ambientali o sociali, o energetiche, del lavoro, dell’economia circolare, non equivale a non affrontarle, ma a dare a ognuna una grandissima importanza, a non ridurre la politica a sterile comunicazione, che è il preludio del “pancismo”. Scivolare sulla superficie delle cose riducendole a slogan, a un sì o un no, è costruire una “narrazione” che non vuole approfondire i termini dell’alternativa, ma consolarsi con il racconto dell’esistente, anzi accrescerne le paure, perchè nulla più dell’esaltazione dell’esistente, di privilegi, di posizioni ottenute, di paure, è capace di aggregare un cieco consenso.

Quali sono i temi che continuerete a porre all’attenzione della nuova Giunta?

Per i Verdi, l’aggressione indiscriminata all’ecosistema è una questione di cui prendere coscienza e a cui occorre porre un freno per impedire che diventi ingovernabile. I dati dell’ultimo rapporto Arpa Sicilia posizionano Marsala all’ultimo posto tra i Comuni siciliani per consumo di suolo. Luigi Einaudi, tanto tempo fa, diceva che la lotta contro la distruzione del suolo italiano sarà dura e lunga, forse secolare. Ma è il massimo compito a cui siamo impegnati oggi. In questa città che ha paura dell’altro solo se debole o di un altro colore, abbiamo affrontato i temi della coesione sociale e continuiamo a farlo mentre sulle strade del lavoro nuovi cittadini vengono picchiati da squadre razziste. Lo abbiamo fatto in campagna elettorale e continueremo a farla ogni santo giorno, con buona pace di quanti hanno preferito infierire sui Verdi e non su indagati, trasformisti ed eredi di voti che serenamente hanno calcato le vie dell’elezione al Consiglio comunale. Sosteniamo che le rinnovabili (non le fossili) sono il futuro, mentre le destre impazziscono per il nucleare e crediamo che Marsala meriti una transizione radicale per azzerare il dominio delle auto e restituire lo spazio pubblico alla natura e ai cittadini. Sosteniamo che Marsala, come ogni città, ha un ruolo importante nel contrastare il riscaldamento globale e che lo strumento più economico ed efficace sia piantare alberi. E vogliamo che la gestione dei rifiuti cominci veramente ad essere declinata a partire dalla prevenzione e dalla tariffazione puntuale e che la nostra agricoltura e il nostro paesaggio non siano più vittime della munnizza.

Cosa intende quando dice di ridare dignità allo Stagnone?

La campagna mediatica e politica ha utilizzato il tema del kitesurf per screditare i Verdi, sostenitori di un riequilibrio e del rispetto delle regole di tutela naturalistica. In mancanza di veri argomenti, per gli avversari additare i Verdi è stato il modo per eludere la discussione sulla vera riconversione sostenibile. La vera sfida per il futuro è ripensare lo Stagnone, che non è un luogo per ammazzare il tempo, ma luogo della resilienza climatica e della biodiversità. E’ un’area protetta Natura 2000, in cui si deve riconoscere valore al patrimonio naturalistico e archeologico, invece di svenderlo a logiche di profitto a breve termine. Lo Stagnone, gestito dall’ex Provincia, ha palesemente risentito delle pressioni di gruppi economici locali, che hanno di fatto bloccato i regolamenti d’uso per favorire profitti immediati. Insomma, la politica miope, dalla Provincia ma non solo, ha sinora negato la vera identità dell’area umida, che dovrebbe essere legata al birdwatching, al turismo naturalistico, alla salicoltura, al recupero filologico dei centri abitati, alle esperienze legate alla terra e al mare, alla compassione verso tutti gli esseri viventi. Guardare con una mascheirina una “triscia” che si fluttua ricrea lo spirito, osservare il volo di uno svasso maggiore riconnette con la natura e magari rende migliore la vita. La tutela dell’ecosistema non può essere subordinata a nessun altro interesse, la natura è un bene in sé. Dire questo significa anche sottolineare che la gestione dell’area non ha messo al primo posto la salvaguardia dell’habitat naturale e delle specie protette, ma ha tollerato una deregolamentazione delle attività sportive e della movida, cresciute in modo invasivo. Proteggere le rotte migratorie e i siti di nidificazione degli uccelli, conservare il paesaggio della vite ad alberello e delle saline è un dovere.

Al di là degli errori del passato, cosa si può fare per il futuro?

Il regolamento europeo (2024/1991) sul ripristino della natura che fa riferimento al degrado del suolo, al verde urbano, alle zone umide e punta a restaurare ecosistemi degradati e a ripristinare la biodiversità è un’occasione importante per tradurre in fatti concreti il rispetto per il nostro territorio e per imprimere una svolta di vera sostenibilità alla città.

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