Trapani, Mazzeo contro Tranchida sulle assenze dei consiglieri di maggioranza: “Solo procedura istituzionale”

redazione

Trapani, Mazzeo contro Tranchida sulle assenze dei consiglieri di maggioranza: “Solo procedura istituzionale”

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giovedì 11 Giugno 2026 - 10:40

Si accende lo scontro istituzionale a Trapani dopo le dichiarazioni del sindaco Giacomo Tranchida sulla vicenda legata alle procedure di verifica delle assenze dei consiglieri comunali. Il Presidente del Consiglio Comunale Alberto Mazzeo replica punto per punto, respingendo con fermezza ogni accusa. “Prendo atto delle dichiarazioni del sindaco che giunge addirittura a qualificare come fatto delinquenziale una vicenda che, per sua natura, riguarda esclusivamente profili amministrativi e istituzionali. Si tratta di affermazioni gravi, sproporzionate e prive di qualsiasi fondamento giuridico – afferma Mazzeo -. Il sindaco farebbe meglio ad occuparsi dei numerosi problemi che interessano la città di Trapani, anziché alimentare polemiche su una procedura prevista dalla legge e dallo Statuto comunale, che il Presidente del Consiglio ha il dovere di attivare ogniqualvolta riceva una segnalazione formale da parte di un elettore“.

La procedura seguita, secondo Mazzeo, è stata improntata al massimo rigore istituzionale: “Dopo la segnalazione ricevuta, ho richiesto il parere del Segretario Generale e successivamente quello dell’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali, organo istituzionalmente competente a fornire indicazioni interpretative sulla corretta applicazione della normativa di settore. L’intero iter si è svolto nel pieno rispetto delle prescrizioni normative e dei principi di imparzialità e trasparenza. La Conferenza dei Capigruppo non ha emesso alcuna condanna né assunto alcuna decisione definitiva. Ha semplicemente valutato le giustificazioni prodotte dai consiglieri interessati e, adottando una linea uniforme, ha ritenuto che cinque posizioni dovessero essere sottoposte all’esame del Consiglio Comunale, unico organo competente ad assumere la decisione finale. Per altre posizioni, invece, la Conferenza ha ritenuto che le giustificazioni addotte fossero idonee e pertanto non ha ravvisato la necessità di trasmetterle al vaglio dell’Aula”.

Per il Presidente dell’Assise Civica “… la distinzione operata non è frutto di favoritismi o disparità di trattamento, ma deriva esclusivamente dal contenuto delle giustificazioni presentate. In particolare, per i cinque consiglieri interessati, le assenze risultavano motivate essenzialmente da ragioni di natura politica. E proprio su tale profilo la giurisprudenza amministrativa non è affatto univoca. Esistono infatti pronunce che riconoscono la rilevanza politica dell’assenza soltanto quando essa costituisca uno strumento di protesta tipicamente riconducibile alle minoranze consiliari. Diversa è la situazione della maggioranza, che dispone di tutti gli strumenti politici e regolamentari per determinare l’esito delle sedute e delle deliberazioni. Per tale ragione la Conferenza dei Capigruppo ha ritenuto opportuno che fosse il Consiglio Comunale, nella sua piena sovranità, a valutare se tali motivazioni possano essere considerate giustificate ai sensi della normativa vigente. Al contrario, per altri consiglieri, tra cui i consiglieri Carpinteri e La Barbera, le assenze risultavano supportate da motivazioni personali di diversa natura, che la Conferenza ha ritenuto meritevoli di accoglimento”.

Risulta per Mazzeo incomprensibile il tentativo di rappresentare questa vicenda come un attacco politico o addirittura come una questione penalmente rilevante. Non vi è alcun reato, non vi è alcuna condotta illecita e non vi è alcuna discriminazione: “Quanto all’affermazione secondo cui avrei dovuto astenermi, essa non trova alcun fondamento giuridico. Il Presidente non è parte del procedimento, non è portatore di alcun interesse personale nella vicenda e si è limitato a svolgere le funzioni attribuitegli dalla legge e dal regolamento. L’attivazione della procedura è avvenuta in modo doveroso e imparziale, mentre la decisione finale spetterà esclusivamente al Consiglio Comunale, che delibererà in piena autonomia – continua Mazzeo -. Respingo inoltre con fermezza l’accusa secondo cui avrei tenuto “sotto scacco” il Consiglio Comunale o l’Amministrazione. I fatti dimostrano esattamente il contrario. Il Consiglio Comunale ha continuato a lavorare con regolarità e celerità, approvando gli atti sottoposti alla sua attenzione nei tempi richiesti. Se esiste un ritardo nell’attività amministrativa, esso non è certamente imputabile al Consiglio Comunale, che ancora oggi attende documenti fondamentali quali il rendiconto e il bilancio di previsione, che la Giunta non ha ancora trasmesso nei tempi previsti. Il Consiglio Comunale rimane un’istituzione autonoma e sovrana, che non può essere delegittimata ogni volta che assume decisioni non gradite all’Amministrazione. La parola finale spetterà all’Aula, nel rispetto delle regole democratiche e della legalità amministrativa. Tutto il resto appartiene al terreno della propaganda politica e non a quello delle istituzioni”.

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