Alieni comunisti

Claudia Marchetti

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Alieni comunisti

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venerdì 29 Maggio 2026 - 07:39

Era un mantra ai tempi di Silvio Berlusconi. Qualunque cosa accadesse contro il suo Governo, qualsiasi scelta sbagliata, qualsiasi opposizione, sentenza, la colpa era dei comunisti. Lo ha ribadito La Russa, che preferisce ricordare le foibe che l’Olocausto. Lo ha continuato Meloni in quel “chi non salta comunista è”, ora persino Vannacci s’inventa “l’idratazione anti-comunista”. Insomma questi “comunisti”, gente di sinistra, stanno diventando sempre più una sorta di alieni, soggetti amorfi che si aggirano in città. In questa lunga ed estenuante campagna elettorale, il candidato di sinistra è stato bersaglio di ogni tipo di diceria, fake news, l’agnello sacrificale a cui indirizzare tutti i mali della città. Vagando per le vie del centro storico di Marsala, le senti le vocine mormorare: “Questi comunisti perchè non se ne vanno…”, Questi di sinistra mi fanno ribrezzo”. E sono solo alcune delle frasi ascoltate in giro per il centro cittadino durante la campagna elettorale. Altri si dicono persino orgogliosi di “non essere comunisti”. “No per carità!”.

Ma alla fine, chi sono questi comunisti? Alcuni elettori sembrano parlarne con timore, con paura. Forse non ricordano cosa il partito comunista sia stato in Italia, indubbiamente hanno frammentari ricordi di scuola, vaghe rievocazioni del comunismo di Stalin, Lenin, Mao Tse Tung, Fidel, Tito… Eppure il partito comunista italiano, insieme agli altri movimenti che ripudiavano il fascismo, fecero parte dell’assemblea che ci ha donato la Costituzione, la legge fondamentale del nostro Stato, che tutela i diritti di ogni cittadino, mettendo per iscritto il diritto di voto, gli organismi che compongono il nostro Ordinamento. Se un uomo o una donna oggi si può permettere di esprimere il proprio pensiero, è in base all’articolo 21 della nostra Costituzione, se può farfugliare “questi comunisti mi fanno ribrezzo” è proprio grazie (anche) ai comunisti stessi. La macchina del fango che nel tempo è stata portata avanti da certa destra e – mi spiace dirlo – anche dall’eccessiva esposizione mediatica, si è radicata nelle menti di molte persone. Per fortuna non tutte. I magistrati cattivi? Sono comunisti. I musicisti che suonano rock? Sono comunisti. Peggio i centri sociali: tutti comunisti. Tranne Salvini s’intende. Che si è pentito  – non sia mai – di aver bazzicato nei pressi del Leoncavallo in gioventù. Però… però la coerenza, questa sconosciuta e il qualunquismo… beh il qualunquismo regna sovrano.

Perchè gli stessi timorosi di questi alieni, di queste ‘mosche bianche’, sono altresì coloro che hanno abbandonato i propri valori. Gente di destra che passa nella coalizione di sinistra, perchè conviene, perchè è vincente, perchè “ma tanto a livello comunale conta la persona”. Sì, contano le persone che hanno valori, che credono in un progetto fatto di principi oltre che di competenze. Valori che dovremmo recuperare per umanizzarci, per sostenerci come comunità. Cosa resta della nostra capacità di discutere senza ridurre l’altro a un mostro utile alla propaganda. Perché quando la politica smette di essere confronto e diventa solo riflesso condizionato, perde il senso intero del suo essere democratica. Karl Marx aveva ragione: “I fenomeni storici accadono sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa”. Era il 1852. Ad oggi, la farsa, l’abbiamo ampiamente superata. 

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