Dopo mesi di polemiche, segnalazioni e immagini che raccontavano uno dei momenti più difficili per il litorale marsalese, qualcosa lungo la Riserva dello Stagnone sembra finalmente muoversi. E, questa volta, nella direzione giusta. I segni lasciati dal ciclone Harry erano ancora ben visibili fino a poche settimane fa: detriti trascinati dal mare, rifiuti accumulati lungo la costa, sabbia finita sulle carreggiate e mareggiate che avevano messo in ginocchio diversi tratti del versante nord di Marsala. Uno scenario che aveva acceso proteste e richieste di intervento. Non è chiaro se il tempismo sia legato o meno al clima elettorale, ma l’ente gestore della Riserva – il Libero Consorzio dei Comuni, l’ex Provincia – nelle ultime settimane è intervenuto per riparare parte dei danni causati dal maltempo e restituire decoro alla litoranea dello Stagnone.



Le sistemazioni evidenti
Tra i segnali più evidenti c’è il ritorno della palizzata della spiaggetta di fronte Villa Genna, completamente distrutta dopo le mareggiate. L’arenile appare inoltre molto più pulito rispetto al passato: meno alghe abbandonate, meno posidonia accumulata e soprattutto meno rifiuti disseminati lungo la battigia. Anche sulla pista ciclopedonale si notano lavori in corso. Sta tornando infatti il cordolo giallo che delimita il percorso e che, in molti tratti, era ormai distrutto o assente. La sostituzione è arrivata fino a poco prima di Mammacaura, segno evidente di un intervento ancora aperto e destinato a proseguire.
Problematiche da risolvere
Restano però le criticità. In alcune zone, come al Principino, il molo in pietra continua a presentare evidenti segni di dissesto, mentre quello privato che era crollato, è stato sistemato. Situazione simile anche nella cosiddetta “curva a U” e in tutti quei punti dove continua il cattivo vizio di attraversare la pista ciclopedonale con auto e scooter, danneggiando nuovamente i cordoli appena sistemati. Eppure, rispetto all’immagine di abbandono che fino a poco tempo fa caratterizzava la litoranea, il colpo d’occhio oggi è diverso. Più ordine, più pulizia, più manutenzione. Un cambiamento che i frequentatori della zona aspettavano da tempo. Adesso il prossimo passo dovrebbe essere la scerbatura dei canneti. Ogni anno la vegetazione spontanea invade diversi tratti della Riserva e rende necessaria una manutenzione costante. La speranza, infine, è che insieme agli interventi strutturali arrivino anche controlli più efficaci per evitare attività commerciali abusive e invasive e con un traffico eccessivo che mal si concilia con la tutela ambientale.