Il testo era pronto da diversi giorni, ma bisognava aspettare il via libera della Commissione europea, arrivato in settimana e necessario per sbloccare la misura, che approderà all’Ars sotto forma di emendamento in uno dei due Ddl prossimi a sbarcare in aula.
Si tratta dei 25 milioni di euro stanziati il mese scorso dal governo Schifani per mitigare il caro-carburanti e destinati ai tre settori più esposti alla crisi dello stretto di Hormuz, fra autotrasporto, agricoltura e pesca. Risorse sulle quali pendeva la regola comunitaria del “de minimis”, il tetto massimo di aiuti consentito da Bruxelles per non violare le regole della concorrenza, attualmente fissato a quota 300mila euro ad impresa: un limite che molte aziende siciliane hanno già superato.
Da qui, l’ipotesi di alzare l’asticella concedendo altre 50mila euro, discussa per giorni a Palazzo Berlaymont su input degli Stati membri e, indirettamente, anche della Regione, che ad aprile aveva scritto al dipartimento Affari europei per sollecitare la Commissione ad applicare il cosiddetto “super de minimis”.
Così è stato, tanto da liberare di fatto i contributi regionali, che verranno assegnati «a fondo perduto, a favore degli operatori dell’autotrasporto di merci su strada per conto terzi operanti in Sicilia, anche nell’ambito del trasporto combinato strada-mare, nonché degli operatori dei settori dell’agricoltura e della pesca».