È morto Alex Zanardi. Aveva 59 anni. Una notizia che colpisce emotivamente il mondo dello sport e non solo. Zanardi non è stato soltanto un campione, ma un simbolo universale di forza e di capacità di mettersi in discussione anche in settori non strettamente sportivi.
La sua storia
La sua vita è stata una sfida continua. Prima pilota di Formula 1, poi protagonista negli Stati Uniti nella Formula Cart, dove conquistò successi e notorietà internazionale. La sua carriera cambiò drammaticamente nel 2001, quando un terribile incidente sul circuito del Lausitzring gli costò entrambe le gambe.
Zanardi ritornò a correre con vetture adattate e, soprattutto, iniziò una nuova straordinaria avventura nello sport paralimpico. Nell’handbike diventò un punto di riferimento mondiale, conquistando quattro medaglie d’oro alle Paralimpiadi e numerosi titoli iridati.
Inviò un chiaro messaggio tramite un modo concreto di dimostrare che anche dopo una tragedia si può ricostruire tutto, persino meglio di prima. Con il suo sorriso, la sua ironia e quella leggerezza mai banale, era riuscito a entrare nel cuore di milioni di persone, anche tramite programmi televisivi di successo.
Nel 2020 un nuovo, gravissimo incidente in handbike, sulle strade della Toscana, lo aveva riportato in una lunga e difficile battaglia. Da allora, sulle sue condizioni era calato il massimo riserbo, fino alla notizia di oggi.