Si acuisce lo scontro politico a Trapani, con una frattura ormai evidente tra il sindaco Giacomo Tranchida e l’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano. A intervenire, con una nota dai toni duri, sono lo stesso primo cittadino, la Giunta e i consiglieri comunali delle liste di maggioranza, che parlano di un disegno politico maturato da mesi. Secondo la loro ricostruzione, quanto accaduto non sarebbe un fulmine a ciel sereno ma l’esito di una strategia avviata già nell’estate del 2025. Il “ritorno a casa” di Turano viene indicato come il tassello finale di un progetto più ampio, mirato – sostengono – a costruire nuove alleanze e a rafforzare una candidatura alle prossime elezioni nazionali, anche a discapito della stabilità amministrativa del territorio.
Tra accuse politiche e rottura in aula
Nel mirino finisce un presunto tentativo di ricomporre un fronte eterogeneo, coinvolgendo movimenti civici e figure legate a precedenti stagioni politiche locali. Una strategia che, secondo la maggioranza, si sarebbe infranta anche sulla bocciatura referendaria di riforme considerate favorevoli ai “soliti noti”. Non tutti, però, avrebbero seguito questa linea. Una parte della compagine avrebbe scelto di restare fedele al mandato elettorale, rivendicando continuità amministrativa e rifiutando logiche di trasformismo. La rottura si è concretizzata nei giorni scorsi con il passaggio all’opposizione formalizzato in aula dal presidente del Consiglio comunale Mazzeo e dal consigliere Carpinteri, dopo un preavviso – secondo quanto riferito – dello stesso Turano al sindaco. Da qui la richiesta di dimissioni per il presidente dell’aula e la denuncia di un clima politico sempre più teso, tra pressioni e manovre di palazzo. “Trapani non è la colonia di nessuno”, ribadisce la maggioranza, assicurando che l’azione amministrativa andrà avanti.
La replica di Turano: “Solo teatro, Tranchida guardi alle sue responsabilità”
Non si è fatta attendere la risposta di Mimmo Turano: “Ormai ha bisogno ciclicamente di individuare un nuovo nemico. Stavolta il bersaglio sarei io”, attacca l’assessore regionale. Turano definisce “surreale” la richiesta di dimissioni del presidente del Consiglio comunale, sostenendo che chi perde la maggioranza dovrebbe interrogarsi sulle proprie responsabilità. E aggiunge con tono polemico: “Fa sorridere essere trasformato oggi nel grande regista occulto, quando appena la scorsa estate ero stato cercato proprio per difendere Tranchida da altri attacchi”. Infine l’affondo: il sindaco, secondo l’esponente della Lega, confonderebbe “il consenso con il possesso personale delle istituzioni”. E sulle dimissioni rilancia: “Temo sia più probabile che arrivino prima le sue”. Poi la chiusura netta: “La politica seria vive di rispetto e responsabilità. Tutto il resto è solo teatro. E a Trapani, francamente, il sipario sta calando”.