Dopo la condanna a risarcire un ex dipendente, giunge la replica di Eleonora Lo Curto

redazione

Dopo la condanna a risarcire un ex dipendente, giunge la replica di Eleonora Lo Curto

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venerdì 24 Aprile 2026 - 17:37

Relativamente alla notizia diffusa da diversi organi d’informazione compreso nella quale si dava notizia di una sentenza di condanna all’ex deputata marsalese Eleonora Lo Curto che era stata chiamata a giudizio da un suo ex dipendente quando ricopriova la carica di Parlamentare, giunge una nota dell’ex deputata marsalese.

“Rilevo con disappunto che i toni della campagna elettorale per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale di Marsala trascendono anche su fatti non attuali che vengono rimestati per disonorare la mia persona. E’ il caso della “notizia” fatta arrivare alle testate giornalistiche sulla condanna che ho subito da parte del Giudice del lavoro di Marsala parecchi mesi fa, relativa ad una causa intentata da un mio ex collaboratore parlamentare”. Si tratta di un’autista che lavorava secondo quanto affermato dallo stesso e secondo quanto sancito dal giudice di primo grado del tribunale di Marsala, ore in più rispetto al contratto stipulato.

” Va detto – afferma ancora la Lo Curto -che rispetto alle richieste monstre fatte dal medesimo, il giudice del lavoro ha ridotto quanto richiesto dell’80%, a testimonianza delle intenzioni certamente proditorie che hanno mosso il ricorrente. Ho già presentato appello ed avendo la coscienza a posto, ritengo che la Corte di appello del Lavoro farà giustizia”.

Lo commissaria provinciale a Trapani della Lega per Salvini premier à stata assistita dall’avvocato Duilio Piccione che afferma: “Nella mia qualità di difensore è indispensabile chiarire ai lettori i punti cruciali della vicenda. Stiamo parlando di una sentenza di primo grado, che non è affatto definitiva. Anche su quella restante minima parte di condanna a 13 mila euro, riteniamo che il Giudice abbia commesso degli evidenti errori nella valutazione delle prove. Per questo motivo abbiamo già fatto ricorso in Appello, con la fondata convinzione che nel secondo grado di giudizio l’errore verrà corretto, cancellando anche quest’ultima contestazione. Fino ad oggi i lettori hanno potuto leggere una ricostruzione basata essenzialmente sulla versione di chi ha fatto causa. Così però si consente di fuorviare l’opinione pubblica e ledere ingiustamente l’immagine della mia assistita, la cui condotta nei confronti dei lavoratori è sempre stata improntata alla massima correttezza”.

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