Non è soltanto un cambio di progetto, ma un vero e proprio azzeramento di un iter già avviato quello che riguarda la riqualificazione della piazza centrale di Borgata Costiera, una storia che sembra non trovare pace. La determina dirigenziale n. 776 dello scorso 1° aprile chiarisce infatti che il Comune ha revocato l’intero procedimento, compresa la fase di affidamento dei lavori, per ripensare completamente l’intera opera. Un progetto che, in realtà, aveva già superato diversi passaggi dell’iter amministrativo, ma che ora dovrà ripartire da zero. Dopo l’approvazione nel marzo 2024, infatti, era stata avviata la procedura di gara e i lavori erano stati anche affidati a un’impresa, con un ribasso del 20% sull’importo a base d’asta.
Storia del progetto
Nel 2025, poi, l’affidamento era stato revocato, con l’intenzione di procedere a un nuovo incarico. Ora, invece, è arrivato lo stop definitivo all’intero progetto. Alla base della decisione ci sono motivazioni non solo tecniche ma anche – e forse soprattutto – economiche ben precise. Il nodo principale riguarda la scelta progettuale della fontana a raso pavimento, che secondo gli uffici si è rivelata non sostenibile nel contesto specifico della Borgata. La determina evidenzia come l’impianto avrebbe comportato “molteplici difficoltà tecniche e di gestione”, legate in particolare al contesto ambientale: presenza di polveri agricole, fogliame, acqua con elevata durezza. Elementi che avrebbero determinato, nella sostanza, un’elevata frequenza di guasti e interventi di manutenzione. Nel dettaglio, si parla di “rischio continuo di intasamento di filtri e ugelli, costi energetici e chimici elevati e necessità di personale altamente specializzato non reperibile in loco”. Tutti fattori che avrebbero generato spese “sproporzionate rispetto alla capacità di bilancio dell’Ente”.
Costi insostenibili e criticità tecniche
Non solo manutenzione, però. Il progetto, secondo gli uffici, presentava anche criticità legate alla sicurezza e alla funzionalità della piazza. La presenza di griglie, ugelli e possibili ristagni d’acqua avrebbe infatti creato rischi per i pedoni e limitato l’utilizzo dell’area per eventi pubblici, mercati e manifestazioni che vi si svolgono. Un altro elemento che ha inciso sulla decisione riguarda poi i costi. I prezzi utilizzati nel progetto risalivano al prezzario regionale del 2022 e, secondo quanto riportato nella determina, non risultano più in linea con il mercato attuale, con un aumento significativo dei costi che avrebbe compromesso anche la copertura finanziaria. Da qui la scelta di revocare l’intero procedimento per evitare quello che viene definito esplicitamente “uno spreco di risorse pubbliche per un’opera non gestibile nel lungo periodo”. Resta però un aspetto non secondario: nonostante la revoca, il Comune dovrà comunque corrispondere al progettista il compenso per le prestazioni già svolte, come viene previsto dalla normativa vigente. Un passaggio che evidenzia come la vicenda abbia già prodotto comunque dei costi, pur senza la possibilità di arrivare alla realizzazione definitiva dell’opera.
Il Comune riparte da zero
L’amministrazione, comunque, non rinuncerà all’intervento. Nella stessa determina viene infatti indicata la volontà di procedere a una nuova progettazione, che sia orientata verso soluzioni “a bassa manutenzione” o elementi di arredo urbano più semplici e coerenti con il contesto del luogo. Si riparte quindi da zero, con l’obiettivo di riqualificare la piazza ma evitando comunque le criticità emerse. Una scelta che allungherà inevitabilmente e ulteriormente i tempi, ma che punta a evitare nuovi stop o interventi che siano difficili da gestire nel tempo.