I venti di guerra sono più vicini che mai in Sicilia. E gran parte della politica e della società civile si sta mobilitando per far sì che Sigonella non diventi un presidio di guerra per gli USA da usare contro l’Iran. A ciò si aggiungono le parole di odio pronunciate dal Presidente americano Donald Trump che intende questa notte annientare l’Iran. Parole che mettono paura, forte preoccupazione. A ciò si aggiungono i rincari del carburante – una previsione che sfiorerà i 3 euro – e la carenza dello stesso, in prospettiva, anche in alcuni aeroporti italiani. In questo contesto interviene il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato del Pd alla Camera, Anthony Barbagallo, a margine dell’informativa al Parlamento del ministro della Difesa Guido Crosetto.
“Oggi il ministro Crosetto aveva un’occasione unica, quella di dire un No chiaro e fermo all’utilizzo della base di Sigonella e al suo coinvolgimento in operazioni, anche di tipo logistico, a supporto della guerra di Usa e Israele nel Golfo persico. A Crosetto faccio presente che per la prima volta in 75 anni siamo di fronte a una simile, sistematica e palese violazione del diritto internazionale con l’intenzione manifesta, da parte del presidente Usa e di Israele, di compiere crimini di guerra per ‘spazzare via l’intera civiltà iraniana’, come ha infine rivelato Trump” afferma Barbagallo. “Di fronte a fatti di questa gravità – aggiunge – Sigonella non deve più essere coinvolta in nessun modo. La Sicilia è terra di pace e di mediazione tra i popoli e sabato ci sarà una grande mobilitazione davanti alla base per rilanciare la pace e dire no alla guerra contro l’Iran”.