Traendo spunto dalle reazioni “social” alimentate da un intervento della candidata a sindaco di Marsala Andreana Patti sul tema “I giovani sono il futuro economico-sociale e produttivo di Marsala”, proposto recentemente dal circolo culturale Lilybeo – più noto come ”circolo dei nobili”- dal Rotary club e dal Rotaract club di Marsala, vorrei svolgere qualche considerazione in merito. Anzitutto mi complimento con i rappresentati delle due importanti associazioni e con il circolo per avere proposto la trattazione di un tema così interessante e sicuramente imprescindibile per la crescita cognitiva e culturale della nostra cittadinanza nell’imminenza delle elezioni amministrative locali. Nel contempo mi sento in dovere di esternare un sentito plauso ad Andreana Patti per il brillante intervento svolto in tale circostanza, pur mantenendosi rigorosamente in un ambito discorsivo socio-culturale che indubbiamente ha costituito un chiaro limite allo sviluppo del suddetto tema.
Dunque, altro che comizio elettorale, come lamenta Eleonora Lo Curto! Senza considerare, per altro verso, che le violazioni degli statuti delle suddette associazioni in quella occasione avrebbero dovute essere evidenziate e valutate, anche all’istante, dai rispettivi rappresentanti legali delle associazioni medesime. E sarebbe stata una evenienza davvero buffa, in relazione al fatto che questi ultimi coincidevano con gli stessi organizzatori dell’evento tematico. Il fatto poi che a quella riunione abbiano partecipato tutti e quattro i candidati a sindaco della città di Marsala costituisce una condizione trattamentale “paritaria” di valore immenso. Quanto al mancato intervento, da parte di chicchessia tra i presenti, rivolto a togliere la parola (in quella stessa circostanza) ad Andreana Patti, così come lamentato dalla stessa Lo Curto, mi sia consentito sottolineare che il livello di signorilità da parte di chi possiede tale dote non collima in modo assoluto con l’interesse nutrito da chi tale dote reclama,” alla bisogna” e con una certa arroganza, “pro domo sua”.
Quanto alle critiche esternate in proposito da Antonella Morsello, le ritengo assorbite dalle considerazioni che precedono, limitandomi a dire che la suddetta se fosse stata accettata nella lista di Andreana Patti di Suo pieno gradimento (ossia al netto di altre candidature nocive) si sarebbe espressa in termini ben diversi o addirittura avrebbe vantato le riconosciute capacità di Andreana Patti di esprimersi compiutamente in qualsiasi occasione e di farlo sempre con il garbo e la signorilità tipica delle vere “persone per bene”, di quelle persone che purtroppo non sono gradite a quanti sono abituati a vivere sotto altre regole sociali ed anche politiche. Tuttavia, resta da valutare anche il fatto che la Morsello dopo avere organizzato nella sua contrada un incontro con Andreana Patti manifestandole piena adesione e criticando aspramente le gestioni amministrative del passato, abbia deciso senza troppo riflettere, di aderire alla candidatura a sindaco di Giulia Adamo. Prima di concludere vorrei ricordare, magari a me stesso, quanto segue:
- la norma posta negli statuti delle associazioni culturali più prestigiose secondo cui le associazioni stesse sono apolitiche e apartitiche non vuole significare affatto che quegli organismi ripudiano la trattazione di argomenti che includano nelle finalità culturali valutazioni di carattere politico, bensì che esse stesse non sono caratterizzate da dirette finalità politiche o partitiche né dalla appartenenza ad orgasmi istituzionali di carattere politico né dalla diretta partecipazione a consultazioni elettorali politiche di qualsiasi genere
- la stessa legge (legge n.175/2010 ed altre) intende come propaganda elettorale vietata nell’ambito del procedimento elettorale preparatorio quella finalizzata direttamente ad acquisire voti personalmente o a favore di candidati o di partiti oppure a sottrarre voti ad altri candidati o ad invitare gli elettori ad astenersi dal voto, a votare scheda bianca e così via, nei casi simili o analoghi.
- I temi socio–culturali, quando rispettano le limitazioni di cui sopra sono sicuramente trattabili, durante il procedimento elettorale preparatorio, in occasione di convegni ed atri eventi simili o assimilabili, organizzati da associazioni culturali apolitiche. Se fosse diversamente torneremmo ad un regime politico – assorbente dei fondamentali valori socio-culturali – che non appartiene alla nostra Costituzione repubblicana. Azzardo, in conclusione, una diversa valutazione del caso in discussione esprimendola nei seguenti termini: l’evidente condizione di malessere manifestato, in questa circostanza e in altre occasioni similari, da qualche big della politica locale potrebbe essere imputabile a motivazioni assai diverse da quelle svolte in questo contesto.
Antonio Galfano