Il Movimento 5 Stelle torna a puntare i riflettori sulla base americana di Naval Air Station Sigonella, parlando di un possibile “salto di qualità” nell’utilizzo dello scalo militare siciliano. Dopo aver denunciato nei giorni scorsi il coinvolgimento della base nel supporto logistico e d’intelligence alle operazioni statunitensi in Iran, i parlamentari pentastellati segnalano nuovi elementi ritenuti “preoccupanti”. Secondo quanto riferito dagli esponenti del M5S delle Commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato, nelle giornate di ieri e giovedì sarebbero transitati a Sigonella cacciabombardieri F-15 Strike Eagle dell’US Air Force, identificati dai codici di chiamata GSTDR43 e GR43. I velivoli, sottolineano, non sarebbero stati in configurazione di trasferimento (“ferry”) o addestramento (“training”), ma in assetto “tattico”, quindi con armi e bombe montate. Un dettaglio che, secondo il Movimento, segna una differenza sostanziale rispetto alle attività finora osservate, che vedevano prevalentemente il transito di droni da ricognizione, aerei spia e velivoli per il trasporto di truppe e armamenti.
I tracciati radar disponibili, spiegano ancora i parlamentari, si interrompono a pochi chilometri dalla base. Un elemento che suggerirebbe lo spegnimento dei transponder da parte degli aerei subito dopo il decollo, rendendo difficile seguirne le rotte. Alla luce di questi elementi, il Movimento 5 Stelle parla di “sviluppo preoccupante” e chiede un intervento immediato dell’esecutivo. “Il solo fatto che in Sicilia transitino cacciabombardieri americani in assetto da guerra – affermano – impone chiarimenti urgenti”. Da qui la richiesta formale al Governo e al Ministero della Difesa affinché facciano luce sul ruolo della base di Sigonella e sulle attività in corso, in un contesto internazionale già fortemente segnato dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran.