Uil Fpc, Silvano eletto responsabile provinciale. “Agibilità sindacali strumento di democrazia”

redazione

Uil Fpc, Silvano eletto responsabile provinciale. “Agibilità sindacali strumento di democrazia”

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sabato 07 Marzo 2026 - 16:35

Come detto ieri, si è celebrato ad Agrigento il 1° Congresso Regionale UILFPC, nato dall’accorpamento delle categorie UilCom e UilPoste. Nel corso del’evento, il 61enne sindacalista marsalese Francesco Silvano è stato eletto Responsabile per la provincia di Trapani dei dipartimenti delle Telecomunicazioni, dei Cartai, dei Grafici, dello Spettacolo – Teatri, Cinema – dello Sport e Tempo Libero, delle Emittenze Private.

Silvano inoltre è stato eletto componente dell’Esecutivo Regionale e Delegato al prossimo Congresso Nazionale di categoria, previsto a Roma per il mese di Maggio. L’intervento di Silvano pronunciato in occasione del 1° Congresso si è incentrato sul tema delle agibilità sindacali.

“Quando parliamo di agibilità, non possiamo limitarci alla sola questione delle risorse economiche, per quanto fondamentali. Parliamo anche – e soprattutto – di tempo, strumenti e permessi sindacali. Dobbiamo essere consapevoli che senza tempo non può esserci rappresentanza, così come senza strumenti non può esserci organizzazione. Senza permessi adeguati non c’è tutela reale. La nostra è una Federazione complessa, che rappresenta oltre dieci diversi contratti collettivi. Gestire dieci realtà contrattuali significa affrontare dieci normative distinte, altrettanti tavoli di trattativa, controparti differenti e sistemi di relazioni industriali eterogenei. Si traduce in un carico imponente di vertenze, rinnovi, crisi aziendali, conciliazioni e gestione della sicurezza. Dobbiamo dircelo con estrema chiarezza: come si può garantire una rappresentanza efficace con permessi sindacali insufficienti? Come possiamo presidiare i territori, sostenere le RSU e accompagnare i delegati?”.

Silvano ha poi sottolineato che il sindacato non può reggersi esclusivamente sul volontarismo o sul sacrificio personale dei dirigenti: “Il sindacato non può vivere solo di militanza eroica; necessita di una struttura commisurata alle responsabilità che ci assumiamo. Le agibilità sindacali sono uno strumento di democrazia. Le agibilità sono, in ultima analisi, uno strumento di democrazia e la condizione minima per garantire equilibrio nei luoghi di lavoro, rendendo concreta la libertà sindacale sancita dalla Costituzione. Ridurre le agibilità significa, inevitabilmente, comprimere i diritti dei lavoratori”.

Per affrontare queste sfide, Silvano ha proposto tre direttrici d’azione da inserire nel documento congressuale:

1. Iniziativa politica confederale: Sollecitare il livello confederale per una riflessione complessiva sulle agibilità in un mercato del lavoro frammentato, promuovendo una proposta legislativa che rafforzi le tutele per l’attività sindacale.

2. Riorganizzazione per aree contrattuali: Costituire dipartimenti specifici per gruppi di contratti affini, con responsabili dedicati e una maggiore specializzazione tematica (welfare, sicurezza, contrattazione di secondo livello).

3. Fondo interno di sostegno: Istituire un fondo federale per finanziare attività strategiche e meccanismi di solidarietà tra territori con diversa capacità organizzativa.

“Non chiediamo privilegi, ma strumenti adeguati,” ha ribadito Silvano. Se vogliamo essere una federazione moderna e capace di incidere, dobbiamo pretendere che la rappresentanza sia messa in condizione di funzionare. Non è una rivendicazione corporativa, ma una battaglia per la qualità della contrattazione e la dignità delle persone che rappresentiamo.

In chiusura, un richiamo all’identità e all’orgoglio di appartenenza: “Il nostro sindacato non è perfetto, ma lasciatemelo dire: non so in quanti, oggi, possano dichiararsi migliori di noi”.

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