Guai per le mense scolastiche nelle scuole marsalesi. Un lavoratore con ventisette anni di anzianità nelle mense scolastiche di Marsala “cancellato” dal servizio subito dopo un periodo di malattia. È il paradosso inaccettabile denunciato dalla Uil di Marsala, che punta l’indice contro la gestione del personale da parte di Vivenda, azienda subentrata nell’appalto di refezione comunale. “L’esclusione del lavoratore, volto storico del servizio fin dal 1998, ci lascia sgomenti. – afferma Giuseppe Tumbarello – Anche perché questo avviene nonostante la “clausola sociale” obblighi le ditte subentranti a riassumere il personale esistente, per il lavoratore – reduce da un problema di salute certificato tra novembre e dicembre – il rientro a scuola dopo le festività non è mai avvenuto. Mentre il servizio ripartiva a pieno regime per tutti i suoi colleghi, per lui non è arrivata nessuna chiamata”.

E continua: “Siamo davanti a un caso di una gravità inaudita: qui non si parla solo di numeri, ma di una persona che ha dedicato la vita a questo servizio e che viene messa alla porta nel momento della sua massima fragilità. È inaccettabile che un’azienda utilizzi lo schermo dei contratti in somministrazione per aggirare lo spirito della legge e svuotare di contenuto la clausola sociale. Non possiamo permettere che la malattia diventi un pretesto per ‘rottamare’ un lavoratore esperto”. Tumbarello conclude spiegando come: “A differenza delle altre imprese dell’ATI (Bitti e Siciliana Pasti) che hanno assunto i lavoratori direttamente, Vivenda ha adottato una modalità diversa, assumendo tutti i lavoratori di propria competenza – in totale 19 unità – esclusivamente tramite contratti di somministrazione con l’agenzia Humangest. Questa scelta appare come un tentativo scientifico di precarizzare un servizio che invece è stabile e continuativo. Chiediamo al Comune di Marsala, in quanto ente appaltante, di intervenire immediatamente per assumere tutti i lavoratori coinvolti con contratto collettivo di riferimento. Il rispetto della dignità del lavoro non può essere un optional e la coincidenza tra lo stato di salute e la mancata riassunzione lascia presagire una discriminazione che porteremo in ogni sede legale competente. Esigiamo il reintegro immediato del lavoratore e diffidiamo l’azienda dal proseguire con politiche di gestione del personale che calpestano i diritti acquisiti e le tutele previste dal Codice degli Appalti”.