Neuropsichiatra, alle spalle un’esperienza politico da segretario comunale del Pd di Marsala, Paolo Pace ha deciso di candidarsi alle prossime amministrative, a sostegno di Andreana Patti.
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Quali sono le motivazioni che l’hanno portata a partecipare a questa competizione elettorale?
Ritorno nella mia città dopo 30 anni per motivi personali e professionali. Ho ritrovato una città decadente. Faccio un esempio concreto: ci compiaciamo di essere la quinta città della Sicilia, siamo la capitale dell’enologia nel Mezzogiorno, ma non abbiamo più la facoltà di viticoltura ed enologia. Bisognerebbe riprendere il Piano Strategico a cui aveva lavorato il professore Ignazio Vinci e in cui si delineavano le direttive per un decollo economico e culturale della città. L’amministrazione Grillo ha raggiunto l’obiettivo del waterfront, però è come se avesse realizzato una casa con un prospetto decoroso e un interno con un degrado veramente inqualificabile. Il riferimento, soprattutto, è alla vivibilità e alla sicurezza. In tutto ciò c’è, dunque, la necessità di un cambio di passo che può arrivare attraverso una professionista come Andreana Patti, che ha già dato prova di grandi capacità tecniche e politiche. I marsalesi avranno modo di scegliere tra chi ha già dimostrato di poter portare oltre 200 mila euro di fondi europei e chi ne ha portati 50. Per non parlare dell’ennesimo remake di film politici già visti che non hanno avuto modo di portare a termine un’infrastruttura come il porto, che avrebbe davvero potuto far decollare una città come Marsala.
Lei è stato segretario del circolo comunale del Pd. La convince questa coalizione che si sta delineando intorno ad Andreana Patti, in cui convivono le sigle storiche del centrosinistra e liste civiche di cultura moderata?
Avevo prefigurato questo tipo di impostazione. Il centrosinistra da solo non poteva andare e c’era bisogno di allargare il campo politico attraverso una visione. Andreana Patti rappresenta questa sintesi, anche con il suo garbo. Portare la gentilezza in un campo spesso volgare come quello politico può essere motivo di vanto per la città di Marsala.
Quanto della sua esperienza professionale in ambito socio-sanitario pensa di poter mettere a disposizione della città in caso di elezione in Consiglio comunale?
Anzitutto penso di poter dare un contributo su un aspetto che ritengo fondamentale: la qualità della vità. Ci sono dati statistici e fenomenologi che vedono la provincia di Trapani come fanalino di coda nazionale. Penso di poter trasferire il background acquisito nella mia attività a Castelvetrano anche a Marsala, affinchè la qualità della vita possa migliorare e la comunità non si animi solo se – per esempio – c’è il concerto delle Vibrazioni. Uno degli aspetti può essere allargare lo spettro alle contrade, attraverso progetti che rendano protagonisti i cittadini delle periferie. Un altro aspetto può essere intervenire sulla mobilità, che per chi viene fuori dal centro non è affatto agevole.
Amministrazione e Consiglio comunale possono fare di più per contribuire al miglioramento della situazione sanitaria del territorio?
Sicuramente. Nel momento in cui un’amministrazione comunale incarna il senso del protagonismo politico può incidere anche sulla sanità a Marsala, pure se non è di sua stretta competenza. Se un’amministrazione è competente, ci può essere la possibilità di coordinare la variabile dell’integrazione, facendosi garante della salute dei cittadini.
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