Piove sul bagnato, in tutti i sensi, lungo la Riserva dello Stagnone. Molti cittadini che con l’arrivo delle belle giornate affollavano il litorale, passeggiando nella pista ciclopedonale, difficilmente potranno accedervi. Dopo le mareggiate, con l’acqua marina, i detriti e i rifiuti che si sono riversati lungo la strada della Riserva, il litorale è inservibile, rovinato, con la pista più volte cancellata dalla sabbia, con il cordolo che già da anni è rotto a causa dei mezzi guidati da sprovveduti. Giorni fa si sono conclusi i lavori lungo la SP 21, di fronte all’imboccatura della strada che conduce a Villa Genna. Ma per il resto nulla è stato fatto per liberare la carreggiata, da lì fino a Mammacaura, da detriti e spazzatura, tanto che la strada è pericolosa da percorrere pure per le vetture. Dovremmo accogliere così i turisti? I mulini, il sale, le isole… in questo stato dovranno attendere turisti da tutto il mondo? E le scuole di kitesurf? Non posso restare a guardare, devono farsi anch’essi portavoce di un malcontento diffuso. Al di là di sterili polemiche che lasciano il tempo che trovano, che dividono ambientalisti e operatori turistici, c’è una cosa primaria da fare: ripulire lo Stagnone e intervenire a ripararne i danni.
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