Quanto accaduto durante la gara giocata tra Licata e il Città di San Vito in vista della 23ª gara di Campionato, ha suscitato non poche polemiche. Soprattutto tra i tifosi sanvitesi. La squadra – che occupa il terzo posto in classifica – ha rilasciato un comunicato per spiegare le motivazioni di quanto accaduto:
“La Società Città di San Vito lo Capo intende rendere nota la propria posizione in merito a quanto accaduto durante l’intervallo della gara disputata contro il Licata. La nostra delegazione è stata inizialmente accolta in modo corretto e rispettoso, come è giusto che avvenga in ogni impianto sportivo. La partita, al momento dei fatti, dopo 45 minuti di buon calcio, era fermo sul risultato di 0-0. Tuttavia, nel tunnel che conduce agli spogliatoi, prima dell’ingresso negli stessi, si sono verificati episodi di grave tensione che hanno portato ad una aggressione fisica e verbale ai danni di alcuni nostri tesserati. In particolare risultano coinvolti: il nostro Mister, un dirigente, i calciatori Bulades, Petrullo, Ndaye, Ramallo e Conventi. Gli episodi avvenuti hanno avuto natura non soltanto verbale, ma anche fisica, configurando una situazione che la nostra Società ritiene inaccettabile in qualsiasi contesto sportivo”.
Alla luce di quanto accaduto, però, il capitano, di concerto con il presidente Vito Battaglia e il gruppo squadra, ha deciso di non fare rientro in campo per la ripresa della gara, ritenendo che non vi fossero più le condizioni di sicurezza e serenità psicologica necessarie per proseguire l’incontro. La società “… respinge fermamente qualsiasi ricostruzione che attribuisca al Città di San Vito lo Capo atteggiamenti provocatori. Il gesto di riunirsi a centrocampo al termine del primo tempo rappresenta una consuetudine della nostra squadra, adottata in ogni partita e mai fonte di tensioni o episodi simili. La storia del nostro club parla chiaro: il Città di San Vito lo Capo ha sempre improntato la propria attività ai valori del rispetto, della lealtà sportiva e della correttezza. Al di là di ciò che potrà accadere sotto il profilo regolamentare, la nostra Società ritiene doveroso ribadire che il calcio deve essere confronto, competizione e passione, mai violenza fisica o psicologica. Difenderemo la dignità dei nostri tesserati nelle sedi opportune, con la serenità e la fermezza che ci contraddistinguono. Il Città di San Vito lo Capo continuerà a rappresentare i valori autentici dello sport”. L’atteggiamento però non è piaciuto ai tifosi che hanno duramente commentato che non c’era bisogno di ritirarsi dalla gara perchè in quel modo l’arbitro – ravvedendo le ipotesi di insulti a danno degli ospiti – avrebbe decretato la vittoria a tavolino (0 a 3) ai sanvitesi. E invece così non è stato e con il ritiro del San Vito a vincere la gara è stato il Licata. Ma potrebbero esserci altre ripercussioni nei prossimi giorni.