Baia Santa Margherita, il dibattito sul futuro di Makari contro la cementificazione

Claudia Marchetti

Baia Santa Margherita, il dibattito sul futuro di Makari contro la cementificazione

Condividi su:

domenica 25 Gennaio 2026 - 06:00

La Baia di Santa Margherita, con il suo litorale frastagliato che si estende tra Macari e Castelluzzo nel comune di San Vito Lo Capo, rappresenta uno dei paesaggi costieri più integri e riconoscibili della Sicilia occidentale. Un luogo che negli anni ha costruito la propria identità sulla forza della natura, sulla rarefazione degli interventi umani e su un equilibrio delicato tra fruizione turistica e conservazione ambientale. Oggi, proprio questo equilibrio è al centro di un confronto acceso ma ancora aperto, innescato dal progetto del Comune di San Vito Lo Capo per la gestione dei servizi lungo la baia. L’iniziativa dell’Amministrazione comunale nasce con l’intento dichiarato di regolamentare servizi già presenti da tempo nell’area: parcheggi stagionali, noleggio di attrezzature balneari, servizi igienici, collegamenti tramite navette e alcune strutture leggere e temporanee a supporto della fruizione turistica.

Secondo il Comune, il progetto non introduce nuove trasformazioni strutturali del territorio, ma mira a riportare sotto una cornice ordinata e controllata attività che oggi operano in modo frammentato, talvolta privo di un coordinamento pubblico. L’amministrazione insiste su un punto: nessuna opera permanente, nessuna colata di cemento, nessuna alterazione irreversibile del paesaggio. Le strutture previste sono descritte come amovibili e stagionali, pensate per rispondere a esigenze concrete di residenti e visitatori e per ridurre il disordine che accompagna i picchi turistici estivi. In quest’ottica, il progetto viene presentato come uno strumento di tutela attiva, capace di limitare l’improvvisazione e l’abusivismo. Di segno diverso è la lettura del movimento ecologista e di una parte della cittadinanza, che vede nel piano un possibile punto di svolta verso una progressiva intensificazione dell’uso turistico della baia. Le critiche non si concentrano tanto sui singoli interventi, quanto sull’effetto complessivo che l’insieme dei servizi potrebbe produrre nel tempo: un aumento dei flussi, una maggiore pressione antropica, una trasformazione graduale ma costante di un tratto di costa rimasto finora relativamente intatto.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta