Il tema della qualità della vita e della sicurezza urbana torna al centro del dibattito cittadino attraverso la voce dei lettori. Numeri e classifiche collocano Marsala tra i comuni più importanti della Sicilia e d’Italia, ma questa rilevanza non sempre si riflette nel benessere quotidiano percepito dai cittadini. Tra senso di abbandono, richieste inevase e una diffusa sfiducia nelle risposte istituzionali, cresce il bisogno di porre domande dirette e di pretendere attenzione. In questo contesto pubblichiamo la lettera di Michele Genna, che solleva una riflessione critica su vivibilità, decoro urbano e sul sentimento, sempre più diffuso, che davanti ai problemi “non si possa fare nulla”:
Oggi leggendo online, notavo come questa città potrebbe essere importante visto comunque il posto che occupa tra i comuni italiani. Siamo il 5°comune della Sicilia, il 60° in Italia, ma sempre agli ultimi posti quando c’è da fare i conti con qualità della vita e sicurezza, concetti intrecciati che riguardano il benessere percepito in vari ambiti. Ora mi chiedo, perché quando c’è un problema di fondo e ti rivolgi alle istituzioni, la risposta da noi è sempre la stessa; non possiamo farci nulla! Tutti i cittadini lamentano la presenza esagerata di ragazzi extracomunitari che in maniera continua percorrono le via pedonali in monopattino ma nessuno fa nulla! Credetemi, ieri domenica pomeriggio si faticava a camminare tra i monopattini. Non c’è bisogno di andare lontano, basta andare nelle città vicine, tutto ciò non accade e nemmeno si nota questa alta presenza di extracomunitari che bivaccano tutto il giorno in giro per il centro. Perché il marsalese deve sempre abbassare la testa e dire “non c’è niente da fare”.