Lele Barbara, ex assessore che si è dimesso dopo i contrasti avuti con il sindaco Giacomo Tranchida proprio sulla vicenda del Trapani Shark e sulle tensioni tra il primo cittadino e il presidente granata Valerio Antonini, interviene sull’esclusione della società di basket dalla serie A. La pubblicazione di una telefonata privata proprio Valerio Antonini ha accelerato la crisi, evidenziando presunti rapporti.
Barbara si è detto deluso da un sistema che ritiene non allineato ai bisogni di Trapani e da giochi di potere che lo hanno escluso dalle decisioni. Ora, dopo la decisione dell’esclusione della Trapani Shark dalla serie A, Barbara dichiara – sempre tramite una video-diretta su Facebook -: “E’ finito un incubo, una problematica che ci stava dilaniando; io ormai mi sento talmente distante dal sindaco e dalla Shark e mi chiedo: il sindaco in un momento del genere, al quale mi lega un affetto che non posso negare, ma come può restare in silenzio? Faccio fatica a comprendere questo silenzio. Il sindaco già dopo la gara contro la Bulgaria in Champions League doveva parlare, speravo che venisse al palazzetto sabato sera, anche per una pacca sulle spalle ai dipendenti… spero che dal caso Trapani si possa ripartire per dei controlli migliori, tenendo alcuni comportamenti adeguati soprattutto negli uffici romani”. Poi Barbara aggiunge: “Ho parlato con Antonini e gli ho chiesto perchè non ha pagato… io voglio sperare che almeno il Trapani Calcio resti in piedi, perchè è l’unica vera che ci rimane nel calcio che conta”. Barbara fa nomi e cognomi, alcuni li ringrazia, altri li ‘bacchetta, tra cui il direttore sportivo Valeriano D’Orta che “ha preso una linea troppo aziendalista“.
E in merito al PalaDaidone o PalaShark, Barbara dice: “Non è argomento di questa diretta, stiamo cercando di ripartire con una nuova società. Intanto tifiamo per il Basket in serie C. Qualcuno oggi ha messo in giro voci di uno smantellamento del PalaShark. Non è vero, deve però portare via quello che aveva portato lì la Sportinvest di Antonini che ci ha investito e che non rientra nella convenzione tra Comune e società. Il resto, che appartiene al Comune di Trapani, rimane. Invito al Comune a darsi una mossa sugli impianti sportivi”. Poi l’ex assessore condanna le scritte contro i figli del patron granata in un muro vicino alla scuola frequentata dai bambini.