“In Sicilia 252 ambulanze del 118 con soli 100 medici, un buco nero”

redazione

“In Sicilia 252 ambulanze del 118 con soli 100 medici, un buco nero”

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domenica 11 Gennaio 2026 - 07:59

La sanità siciliana continua a mostrare profonde crepe che incidono direttamente sulla sicurezza e sulla salute dei cittadini, soprattutto nelle aree interne dell’Isola. Non si tratta più soltanto di reparti ospedalieri in affanno o di pronto soccorso sovraffollati, ma di un sistema di emergenza territoriale sempre più fragile, incapace di garantire interventi tempestivi nei momenti più critici. A lanciare l’allarme è il segretario regionale del Partito democratico siciliano, Anthony Barbagallo, che parla senza mezzi termini di un vero e proprio collasso dei servizi essenziali. “Il buco nero della sanità siciliana non ha confini. I pronto soccorso sono assediati e in sofferenza per la carenza di medici, ma i disservizi investono anche i servizi territoriali, con un progressivo e inesorabile smantellamento di alcuni presidi fondamentali per garantire la salute dei cittadini”, afferma.

Emblematico è il caso delle ambulanze del 118: secondo i dati forniti dal Pd, in Sicilia la carenza di medici a bordo si aggira attorno al 40%. Su 252 ambulanze operative, infatti, solo poco più di 100 possono contare sulla presenza di un medico. Per coprire adeguatamente turni e organico servirebbero circa 590 professionisti, ma quelli effettivamente in servizio sono poco più di 400. Un vuoto che si traduce in conseguenze spesso irreparabili per l’attività di emergenza-urgenza, soprattutto nei territori più periferici. Barbagallo richiama episodi recenti e drammatici verificatisi non solo a Scicli, ma anche ad Adrano, Bronte e Randazzo, dove in seguito a gravi incidenti stradali sono state inviate ambulanze prive di personale medico. In quei casi, per i feriti non c’è stato nulla da fare. Situazioni che, secondo il segretario regionale dem, dimostrano come la carenza di medici non sia un problema astratto, ma una questione che incide direttamente sulla possibilità di salvare vite umane.

A questo quadro già critico si aggiunge la chiusura, avvenuta all’inizio dell’anno, della postazione di ambulanza medicalizzata del 118 a Riposto, decisione che ha ulteriormente indebolito un territorio già fortemente carente di servizi sanitari di prossimità. Un fenomeno che, secondo il Pd, sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti e che avverrebbe “con la consapevole complicità del governo regionale”. “Alla Regione sono sordi – prosegue Barbagallo – e continuano a demolire la rete che fornisce l’assistenza sanitaria e medica in vaste aree della Sicilia”. Il segretario regionale critica inoltre l’atteggiamento di alcuni sindaci ed esponenti della maggioranza di centrodestra che oggi esprimono sorpresa e indignazione: “Colpisce che ora chiedano, con lacrime di coccodrillo, ai loro dante causa di intervenire. Occorre più senso delle istituzioni, maggiore tutela della cittadinanza e meno ipocrisia”. Da qui l’annuncio di una mobilitazione del Partito democratico siciliano per difendere il diritto alla salute dei cittadini e chiedere l’immediato ripristino dei servizi territoriali di primo soccorso ed emergenza che sono stati soppressi o depotenziati. “I presidi territoriali di prossimità – conclude Barbagallo – non devono chiudere”.

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