L’ACACISAL Trapani interviene con forza su quanto sta accadendo in diverse scuole della Provincia e dell’intera regione, dove si registrano comportamenti che mettono in discussione la corretta applicazione delle norme relative all’assistenza all’autonomia e alla comunicazione (ASACOM). Secondo il sindacato, in troppe istituzioni scolastiche l’autonomia viene interpretata come una forma di potere assoluto da parte di alcuni dirigenti scolastici, che agiscono in modo unilaterale e fuori dai limiti stabiliti dalla legge. “Il sistema scolastico italiano – si legge nella nota – si fonda sull’autonomia, ma questa non può trasformarsi in monarchia. Serve rispetto delle regole e delle professionalità che ogni giorno garantiscono inclusione e diritti”.
Tra le criticità più gravi segnalate: convocazioni irregolari dei Gruppi di Lavoro Operativi per l’Inclusione (GLO), decreti interni che modificano la composizione dei gruppi, esclusione degli ASACOM dalle riunioni, riduzioni arbitrarie delle ore di servizio e perfino divieti d’accesso a scuola per gli operatori, nonostante il loro ruolo sia riconosciuto dal D.I. 182/2020. In altri casi, i dirigenti imporrebbero regole contrarie ai contratti collettivi nazionali, costringendo gli assistenti a turni e procedure non previste. Preoccupano anche le ingerenze di alcuni enti locali, con assistenti sociali presenti ai GLO senza titolo formale e la trasmissione di fascicoli degli alunni senza autorizzazione dei genitori, in potenziale violazione della normativa sulla privacy. “Di fronte a queste prassi – dichiara Peppino Lentini – chiediamo se l’Ufficio Scolastico Regionale sia a conoscenza di quanto accade. Occorre vigilare e intervenire per riportare l’autonomia alla sua funzione originaria: quella di migliorare la qualità educativa, non di eludere le norme”. La Segreteria ACACISAL ribadisce che non resterà in silenzio. Il sindacato, insieme ad ACA Sicilia, continuerà a monitorare e raccogliere segnalazioni, offrendo supporto legale e professionale a famiglie e operatori. “I diritti non si sospirano e non si rimandano: si applicano – conclude Lentini –. L’inclusione non può essere oggetto di interpretazioni arbitrarie. Difendere gli ASACOM significa difendere la scuola pubblica e il diritto allo studio di ogni studente”.