Forza Italia nel trapanese, la resa dei conti: per le regionali Ombra, Sturiano, Scilla, Stabile o…Massimo Grillo?

Nicola Baldarotta

Forza Italia nel trapanese, la resa dei conti: per le regionali Ombra, Sturiano, Scilla, Stabile o…Massimo Grillo?

Nell'ultimo mese il partito azzurro ha mostrato tutte le sue fratture. E mentre si discute della guida provinciale, comincia già la partita per le Regionali con una possibile new entry che potrebbe sparigliare tutto

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sabato 26 Settembre 2026 - 07:00

C’è una domanda che attraversa in queste settimane Forza Italia in provincia di Trapani: è soltanto una fase di normale dialettica interna oppure il partito è arrivato al punto in cui deve ridefinire la propria struttura e i propri equilibri?

Le cronache dell’ultimo mese raccontano di un partito attraversato da tensioni. Lo scontro tra il capogruppo all’Ars Stefano Pellegrino e il segretario provinciale Toni Scilla è di dominio pubblico, con posizioni contrapposte sulla gestione del partito e sulla necessità, sostenuta da una parte della dirigenza e degli amministratori, di aprire una nuova fase. Pellegrino ha parlato di una situazione che richiederebbe una “nuova guida”, mentre Scilla ha respinto le contestazioni definendole pretestuose e rivendicando il lavoro svolto dal coordinamento provinciale. Dopo Pellegrino sono arrivate diverse altre rivendicazioni interne: su tutte quelle del Sindaco di Valderice, Francesco Stabile, ed Enzo Sturiano dal consiglio comunale di Marsala. A seguire, ovviamente, s’è iniziato a registrare il gioco delle parti specialmente nell’asse marsalese con gli aficionados di Scilla che hanno fatto sapere di essere in linea con il loro referente.

Il problema, però, è che nel frattempo le fibrillazioni si sono allargate un po’ in tutti gli territori.
La scintilla iniziale è stata quella di Castelvetrano dove la consigliera Barbara Vivona ha lasciato il gruppo di Forza Italia, mantenendo la vicepresidenza del Consiglio comunale, mentre Gabriella Marchese ha assunto il ruolo di capogruppo. Quello che sembrava, così, un episodio locale, ha finito per dare la stura ad una sequenza di segnali che ha alimentato il dibattito sullo stato di salute dell’organizzazione provinciale.

Poi è arrivata, appunto, Valderice, dove il sindaco Francesco Stabile ha preso pubblicamente le distanze dalla gestione del partito, sostenendo che Forza Italia non sarebbe più “la casa di tutti”. Un’affermazione politicamente significativa perché proviene da un amministratore di un territorio nel quale gli azzurri hanno storicamente avuto una presenza importante. Stabile pare non abbia perso tempo e si dice dialoghi già amabilmente con Cateno De Luca e la sua Sud chiama Nord. Ovviamente in ottica Elezioni regionali.

E ancora: negli stessi giorni sono state avanzate richieste di commissariamento del coordinamento provinciale, mentre altri esponenti hanno chiesto semplicemente un cambio di passo e una nuova fase politica. Tutti contro Scilla, sembrerebbe ma non è lui il punto unico della crisi: ridurre tutto allo scontro personale tra lui e Pellegrino rischierebbe di non far cogliere il problema politico più profondo.

La questione riguarda infatti chi debba rappresentare Forza Italia nel Trapanese, con quale modello organizzativo e, soprattutto, chi la deve rappresentare all’Assemblea Regionale Siciliana, visto che Stefano Pellegrino dopo due legislature (la prima da subentrato) pare possa trovare l’abbrivio per un posto alle Nazionali, Lo stesso Pellegrino, in una intervista delle scorse settimane, ha spostato il tema dalla semplice richiesta di commissariamento alla necessità di una nuova guida politica.
Scilla, dal canto suo, non accetta la rappresentazione di un partito in crisi. Nella sua replica ha rivendicato i risultati ottenuti sotto la sua gestione, ricordando il passaggio dalla quarta lista alle Regionali del 2022 alla terza alle Europee del 2024 e una crescita del tesseramento che, secondo i dati del partito, avrebbe portato Trapani al primo posto in Sicilia per incremento percentuale. Il punto politico è capire se questi numeri siano sufficienti a chiudere la discussione oppure se, al contrario, la crescita elettorale non abbia prodotto un’analoga crescita della coesione interna.

Le Regionali sono, però, la partita da giocare. E in campo, al momento, non tutti i giocatori sono cartellinati con lo stemma azzurro.

Già a fine agosto era emerso il nome di Salvatore Ombra, presidente di Airgest, tra i profili accostati alle possibili liste azzurre per le Regionali. Non significa che una candidatura sia stata definita sebbene lui sembrerebbe molto interessato a fare le sue mosse, ma il fatto stesso che circolino nomi e ipotesi rende evidente che la partita è cominciata. Ombra, Sturiano, Scilla, Stabile, c’è chi dice addirittura che possa profilarsi l’ipotesi Mimmo Fazio (qualora non volesse candidarsi a Sindaco di Trapani)… e non solo. C’è un outsider, guarda caso sempre nel puzzle marsalese, che porta un nome e un cognome pesante: cioè Massimo Grillo.

L’ex deputato nazionale ed ex assessore regionale non disdegnerebbe ritornare a calcare il pavimento dell’ARS. Se glielo chiedete non lo ammetterà, ovviamente, ma dalle parti di Palazzo VII Aprile il “segreto” è meno taciuto di quello di Pulcinella: in sordina, senza clamori, e fuori dall’ufficialità, infatti, Massimo Grillo ed alcuni dei suoi sono stati ricevuti da Nino Minardo (attuale commissario regionale di Forza Italia). Uno come Massimo Grillo che, malgrado la sconfitta alle Amministrative di primavera, ha dimostrato di avere consensi e capacità aggregative, alla Forza Italia attuale, in provincia di Trapani, farebbe molto comodo.

Mi si dice che Minardo e Grillo si siano lasciati bene e che fra i due sia scattata quasi un’intesa inaspettata. L’azzurro a Massimo Grillo dona, sovente in effetti lo abbiamo visto con un completo di quel colore. Intanto hanno parlato. L’ex deputato nazionale e già assessore regionale non ha formalizzato alcuna scelta, ma il contatto con l’attuale vertice di Forza Italia in Sicilia, se confermato nei suoi sviluppi politici, potrebbe assumere un peso tutt’altro che secondario perché non v’è dubbio che Grillo diventerebbe la vera variabile politica del momento: un suo eventuale ingresso modificherebbe inevitabilmente la discussione sulla rappresentanza di Forza Italia a Marsala e, più in generale, sul peso delle diverse componenti nella costruzione delle liste regionali.

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